"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

lunedì 4 dicembre 2017

DOMANI A PADOVA!

http://www.unipd.it/ilbo/galileo-fisica-suono-moderna-musica

La recensione di Alessandra Peluso


 La copertina del libro edito da BESA, 2017





Dove nessuno è innocente” edito da Besa editrice, è il secondo romanzo di Mauro Bortone. Giornalista per passione, cronista per necessità, così si definisce, partorisce a Otranto, dove vive, questo scritto, nel quale già il titolo risulta spiazzante.
La capacità di osservare la realtà ed un attento dosaggio delle parole conducono Mauro Bortone a dar vita ad una narrazione che dichiara, con un’articolata trama, la presa di coscienza individuale e sociale di assumersi le proprie responsabilità e le proprie colpe perché, per l’appunto, “nessuno è innocente”.
Morelli e Silvano sono i protagonisti principali coinvolti in storie di immigrazione ed emarginazione, gli accadimenti drammatici, però, faranno chiarezza sulle loro personalità. Mauro Bortone parla di temi ben noti alle cronache italiane, in particolar modo salentine, senza cadere nella retorica o in prese di posizione consuete, fa affiorare una condizione umana presente attualmente, ossia la necessità del singolo individuo di assicurarsi almeno la sua identità senza pretendere alcunché, pur deteriorando alle volte le relazioni interpersonali.
Scrittura che non presenta emorragie, sebbene le tematiche siano per certi versi sanguinose; persino delicata, profonda, esaustiva la trama, costringe a soffermarsi in molti passi come ad esempio in questo: «È di nuovo luce e non ce ne siamo accorti. Il tempo scorre, non vuole attendere. L’alba scalpita e tira calci come un bambino nel ventre di una madre nell’ansia del parto. E il sole fa a pugni con la notte per mettere l’oscurità nell’angolo, conquistare il dominio del cielo e diradare l’angoscia delle ombre» (p. 31), nell’animo di un uomo, in quanto sia il protagonista, o sia l’autore Bortone, scavano in profondità con la penna acuminata del poeta, supervisionando la grandezza della natura e la miseria umana, sino alla necessità di ricongiungersi. E ancora, “la solitudine è un attimo. Tic tac. Scende improvvisa, si fionda nelle vite e le rimodula senza avvertire, con ticchettii d’orologio simili a quelli che annunciano l’imminente arrivo del coccodrillo persecutore di Hook” (p. 50). L’apatia, la non volontà di capire, di scoprirsi, la noia uccidono quella parte buona di ognuno per far prevalere la malvagia; commettere un omicidio  per attirare l’attenzione e frantumare in mille pezzi la quotidianità, comporterà ai personaggi un’angosciosa presa di coscienza di sé e della realtà.  
Tuttavia, il punto focale del romanzo “Dove nessuno è innocente” sembra essere l’indifferenza. E non è un caso che sia citato un passo di Antonio Gramsci, “Odio gli indifferenti”: “... Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia” (pp. 112-113). Ed inoltre, non si può non fare riferimento anche all’opera letteraria “Gli indifferenti” di Alberto Moravia, incline al periodo nel quale si vive.    
A conclusione della lettura del romanzo “Dove nessuno è innocente” di Mauro Bortone eccelle perentoriamente la convinzione che ad uccidere la società contemporanea sia, per l’appunto, l’indifferenza; un male che crea un’anoressia di pensieri e di considerazioni, credendosi tutti apaticamente innocenti, senza colpe. Osservando la realtà -  sottolinea Bortone - si è, invece, tutti responsabili di sé e dell’altro, tutti colpevoli, senza differenze di genere o di età.           


(in http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/dove-nessuno-innocente-492888.html)

 

giovedì 30 novembre 2017

All'ombra di Caino. Storie di donne e violenza



 La copertina del libro Sovera Edizioni, 2017
 

Storie vere, storie di cronaca, tutte diverse e tutte legate da un comune denominatore: il carnefice è l’uomo e la vittima è donna. Maltrattamenti, stalking, percosse, fino a quel fenomeno archiviato con un termine coniato appositamente: femminicidio.
Dietro a queste storie si nascondono ferite sociali e umane profondissime, ma spesso ci si dimentica che c’è una vicenda di una donna che merita di essere raccontata.
Il libro contiene decine di schede tecniche sui principali termini giuridici e sociali legati alla violenza sulle donne.
“… le sue impronte sul sangue non avevano lasciato dubbi sulla sua responsabilità a me però aveva detto di essere innocente… Tutti innocenti, ciascuno con la propria verità…”.


Se hai scritto qualcosa scrivilo anche a noi   info@soveraedizioni.it

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mercoledì 29 novembre 2017

LA RECENSIONE DI ALESSANDRA PELUSO



http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ad-ogni-costo-di-emiliano-reali-512386.html?refresh_ce

lunedì 27 novembre 2017

SU www.puglialibre.it



http://www.puglialibre.it/2017/11/prescrivimi-un-libro-di-angelo-urbano/

NOVITÀ EDITORIA



EDITORIA, LE DEHONIANE ACQUISTANO LO STORICO MARCHIO MARIETTI
Approda a Bologna la casa editrice fondata a Torino nel 1820. In catalogo opere di Arendt, Bianchi, Andreoli, Derrida, Foucault, Frugoni, Girard, Heller e Lévinas


Il Centro editoriale dehoniano, proprietario delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), ha acquistato il catalogo e il marchio di Marietti 1820, una delle più antiche case editrici italiane. L’accordo è stato firmato a Genova nel fine settimana da Michele De Lillo, amministratore delegato delle Dehoniane, e dal presidente di Marietti, Flavio Repetto. “In una stagione non certo facile per l’editoria italiana, abbiamo ritenuto di investire nell’acquisizione di un marchio storico che tra due anni celebrerà due secoli di attività”, spiega De Lillo.
Dopo Torino, Casale Monferrato, Genova e Milano, Marietti trova dunque casa a Bologna. La direzione editoriale sarà affidata a Roberto Alessandrini, 52 anni, modenese, che conserverà anche l’attuale ruolo di capo redattore delle Dehoniane, mentre la distribuzione sarà in carico a Messaggerie.
“Punteremo, in particolare, sulla filosofia, le scienze umane e la letteratura – precisa De Lillo - differenziando le proposte rispetto a EDB, che continuerà a privilegiare gli studi biblici e teologici”. Tra gli autori già presenti nel catalogo Marietti figurano Hannah Arendt e Ingeborg Bachmann, Enzo Bianchi e Vittorino Andreoli, Martin Buber e Régis Debray, Jacques Derrida e Georges Didi-Hubermann, Michel Foucault e Chiara Frugoni, Hans-Georg Gadamer e René Girard, Agnes Heller ed Emmanuel Lévinas, Giorgio Pressburger e Gershom Sholem, Simone Weil e Maria Zambrano.
Fondata a Torino nel 1820 da Giacinto Marietti, che con il privilegio di Vittorio Emanuele I apre una stamperia, per un secolo e mezzo la casa editrice viene gestita di padre in figlio. Distrutta durante la seconda guerra mondiale, riprende l’attività nel 1945. Agli inizi degli anni ’80 la famiglia Marietti esce di scena e l’azienda assiste a una profonda trasformazione azionaria. Nel 1986 la sede viene trasferita da Casale Monferrato a Genova e il catalogo si apre alle grandi opere della filosofia, della letteratura internazionale, della cultura ebraica e islamica. Nel 1999 la maggioranza delle azioni viene acquista da una società milanese e la Marietti, nel 2001, trasferisce la sede operativa a Milano conservando a Genova la sede sociale. Ora, con il trasferimento a Bologna, per la storica casa editrice si apre un nuovo capitolo

domenica 26 novembre 2017

IL LIBRO DI ANTONIO ALBANESE


http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2017/11/25/albanese-sfioro-con-ironia-follia-chef_633c48ed-feb6-4979-9e78-74c5bed09742.html

IL LIBRO DI GIUSEPPE TORNATORE



http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/giuseppe-tornatore-diario-inconsapevole-511235.html

domenica 19 novembre 2017

Il Manifesto della Poesia Olistica, di Alessandro S. Dall'Oglio






 La copertina del libro



PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI, ALESSANDRO S. DALL’OGLIO E IL SUO ”MANIFESTO PER LA POESIA OLISTICA" ALLA NUVOLA DI FUKSAS.

Parole leggere come fili. Per tesserne solo una: armonia. Su di un telaio retto dalla solida geometria di una poetica trascendente e sensuale. Con la sapienza del sottile artigiano del verso, Alessandro S. Dall’Oglio, con le sue “Poesie olistiche” - presentate il 7 dicembre alle ore 18,30 alla fiera “Più libri più liberi” del libro di Roma, con la postfazione e presenza di Corrado Veneziano e le letture dell'attore Maurizio Canforini -, cesella un lungo percorso esperienziale nel campo delle discipline orientali, “preso e lavorato di fino”. E, forte di una “spiritualità laica, libera e consapevole”, fa immergere il lettore nella viva carne lessicale del suo “Manifesto filosofico e letterario per la Poesia olistica”. E da questo “spazio rituale” di contrasti e di rimandi semantici, “concavi e convessi”, allofonie, ossimori, nel “cercare il disordine nell’ordine”, “vuoti grevi come silenzi”, si giunge all’estremo punto, che porta a compimento il percorso di ricerca interiore della Poesia olistica: il gettarsi nell’origine archetipica del simbolo e del mito (“Prendi tutte le forme in cui mutabile ti trasformi, e fluidamente virtuale ti diffondi”). Una poesia “dorata come la croce di Ankh, contro lieve piuma di Maat”, scolpita nel “bronzo dei nostri sensi”, attraversata da schegge di “pietra o cristallo” e solidamente posta sulla radice taoista di Yin e Yang e sulla tantrica fusione dello shivaismo (“verso i fianchi dove fondono l’oro”), in un fascinoso “oso e non oso”, un “sentire radice di mare”, un “risuonare sommerso dall’acqua” finché, con purezza vitale, il tocco di una “calda rugiada”, conduce fino al “contatto monolitico dell’Oltre”. Alessandro S. Dall’Oglio, con levità e precisione, ripensamenti e scuotimenti, cedimenti (“voglio torpore) e vitali pulsioni (“rendimi affamato delle tue stesse voglie”), ma anche inviti sferzanti (“sol pochi accettano illuminazione, preferendo sminuir ogni illusione, bollando affrettati, bocciando rapidi”, “odio e disprezzo chi non ti intravede”) conduce il lettore in un percorso vertiginoso e caleidoscopico nei sentieri dell’anima. Un “dolce morire” che supera i limiti di una vita “intarsiata dal cemento”, coperta di “ruggine infinita” e da “pietra scalfita dal tempo”, per ritrovarsi, con gioia di “campane a vento”, ad abbandonarsi allo “splendore di nuovi sgomenti”, “vettori dell’energia universale, come tempesta di Terra e Fuoco”.  Un libro che non tralascia l'immanente, ma che si rivela pian piano trascendente e metafisico come "un cielo che apre tutte le sue nuvole, di quaderno eterno”.


(Poesie olistiche - Alessandro S. Dall’Oglio - Edizioni Ensemble, postfazione di Corrado Veneziano, pagg. 88, euro 12


Carme Chaparro “Non sono un mostro” - Booktrailer

Booktrailer "Addio Cencelli"

sabato 18 novembre 2017

https://d.repubblica.it/life/2017/11/17/news/l_ultimo_professore_guida_al_concorso_per_il_paradiso_libri_da_leggere-3758738/

https://d.repubblica.it/life/2017/11/17/news/l_ultimo_professore_guida_al_concorso_per_il_paradiso_libri_da_leggere-3758738/

NOVITA' LIBRI

http://www.iodonna.it/attualita/appuntamenti-ed-eventi/2017/11/18/carlo-petrini-luomo-che-da-30-anni-combatte-contro-contro-il-trash-food/

sabato 4 novembre 2017

In uscita per Bompiani il 15 novembre | alessandrapeluso

In uscita per Bompiani il 15 novembre | alessandrapeluso

DAL 23 AL 26 NOVEMBRE A CAMPI SALENTINA 
LA CITTÀ DEL LIBRO SI RINNOVA: NEL NOME DI ABRAMO

 
 
 
 
DAL 23 AL 26 NOVEMBRE A CAMPI SALENTINA 
LA CITTÀ DEL LIBRO SI RINNOVA: NEL NOME DI ABRAMO
Tra gli ospiti della ventiduesima edizione della manifestazione, diretta dal regista e sceneggiatore Alessandro Valenti, Tahar Ben Jelloun, Massimo Bray, Alessandro Leogrande, Domenico Quirico, il Premio Pulitzer Jenny Nordberg, la giurista e politica francese Jeannette Bougrab e molti altri intellettuali, giornalisti, scrittori, blogger, musicisti, attivisti, docenti universitari, politici provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo protagonisti di incontri, presentazioni di libri, dibattiti, laboratori nelle scuole e concerti. Un osservatorio per capire a che punto è il Sud del mondo.

Intellettuali, giornalisti, scrittori, blogger, musicisti, attivisti, giuristi, docenti universitari insieme per creare un luogo in cui ripensare i rapporti nel Mediterraneo: da giovedì 23 a domenica 26 novembre torna La Città del Libro di Campi Salentina, in provincia di Lecce. Giunta alla sua ventiduesima edizione, quest’anno la manifestazione completamente rinnovata con la direzione artistica di Alessandro Valenti, promossa dall’omonima Fondazione, in collaborazione e con il sostegno di numerosi partner pubblici e privati, avrà come filo conduttore “Nel nome di Abramo”.

Abramo, è un profeta carismatico, il cui nome significa “padre di molti popoli”, un riferimento culturale fondamentale e unificante per una moltitudine di popoli praticanti le principali religioni monoteiste: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo. Abramo, quindi, un simbolo da cui partire per riflettere sul Mediterraneo come luogo di incontri e occasione di scambi e dialoghi interculturali tra differenti popolazioni, culturalmente e storicamente correlate, affacciate sullo stesso mare.
Per quattro giorni la Città del Libro proporrà in tutto il centro storico del comune salentino oltre venti talk, presentazioni di libri e reading, una sezione OFF ricca di appuntamenti e un fitto programma dedicato alle scuole con trenta laboratori e incontri con gli autori. Tra gli ospiti l’intellettuale e scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, gli scrittori Boualem Sansal (Algeria), Pap Khouma (Senegal), A. Igoni Barrett (Nigeria), Sumaya Abdel Qader (Italia/Giordania/Palestina), Noo Saro-Wiwa (Inghilterra, figlia dell’attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa ucciso nel 1995), Takoua Ben Mohamed (Tunisia), Nafissatou Dia Diouf (Senegal), Ali Bader (Iraq), Anna Grazia Bassi, il direttore della Treccani Massimo Bray, i giornalisti e blogger Alessandro Leogrande (vicedirettore Lo straniero), Federico Mello (Un giorno da pecora – Rai Radio 1), Sandra Federici (direttrice di Africa e Mediterraneo), Angela Codacci Pisanelli (L’Espresso), Domenico Quirico (La Stampa), Marco d’Eramo (Il Manifesto), Lorenzo Declich (Islametro), Brigitte Adès (politiqueinternationale.com), la svedese vincitrice del Premio Pulitzer Jenny Nordberg, il palestinese, naturalizzato italiano Alì Rashid, la giurista e politica francese Jeannette Bougrab, l’avvocato Massiliano Arena, la sociologa Alessandra Caragiuli, la cantante Saba Anglana, il cantante e leader dei Radiodervish Nabil Salameh e molti altri.
Costruire ponti culturali, sociali, civili ed economici con quei luoghi del mondo che pur così vicini a volte sembrano lontani, sconosciuti e, nell’immaginario comune, spesso associati solo ai problemi del sottosviluppo, dell’immigrazione, della povertà e delle guerre. Questo l’intento della nuova Città del libro. Non un luogo dove si presentano semplicemente libri ma promozione di una comunità unita da uno stesso obiettivo: costruire ponti e non muri. In questa direzione si inserisce la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Università del Salento e l’Università di Rabat per lo scambio di studenti e docenti.
«Abbiamo deciso di guardare verso il sud del mondo: l’Africa, il Mediterraneo. Per questa mia prima esperienza mi sono detto: facciamo partire dalla Città del Libro un nuovo Erasmus verso l’Africa», sottolinea il direttore artistico Alessandro Valenti. «Abbiamo invitato i rettori delle principali università del maghreb arabo e con loro firmeremo un apposito protocollo d’intesa finalizzato anche all’interscambio di docenti e studenti. Dalla piazza di Campi Salentina lanciamo un’idea innovativa, dirompente: ragazzi potete andare a studiare anche in Africa, non è obbligatorio andare al nord, anche il sud del mondo esiste. Si proprio così, perché a volte sembra che questa area geografica non esista dentro il nostro immaginario se non per segnare una presenza malvagia, il terrorismo e cose simili».
«La nostra Città del libro cambia radicalmente. L’anno scorso abbiamo pensato al consolidamento della Fondazione ripartendo dopo un’edizione di pausa. Quest’anno, con la direzione artistica affidata allo sceneggiatore e regista Alessandro Valenti, guardiamo decisamente al futuro con una manifestazione ricca di novità e di contenuti», precisa Cosimo Durante, presidente della Fondazione Città del Libro. «Torniamo nei luoghi che hanno caratterizzato le prime edizioni della manifestazione oltre vent’anni fa», è il commento del sindaco Edigio Zacheo. «Nelle scuole, nel centro storico, tra la gente. E quest’anno sono davvero soddisfatto della tematica scelta e degli ospiti che arriveranno nel nostro comune. Da Campi Salentina costruiremo discussioni e ponti verso il Mediterraneo. Contro i luoghi comuni e contro le preoccupanti semplificazioni si può reagire solo con la cultura e con l’incontro».
La Città del Libro è organizzata dall’omonima Fondazione in collaborazione con Regione Puglia (Assessorato all’Industria turistica e culturale), Comune di Campi Salentina, Unione dei Comuni del Nord Salento, Gal Terra D’Arneo, Monteco, Automobile Club Lecce, Banca Popolare Pugliese, Sud Est Conti Zecca, Calasanzio Cultura e Formazione, Biblioteca Calasanziana e altri partner privati.

 

Fondazione Città del libro Onlus
Via San Giuseppe 30
73012 Campi Salentina (Le)

Presidente: Cosimo Durante
Direzione artistica: Alessandro Valenti
www.cittadellibro.netinfo@cittadellibro.net

venerdì 27 ottobre 2017

Dignitatis humanae e libertà religiosa

Dignitatis humanae e libertà religiosa

Al largo, di Wyl Menmuir


In uscita per Bompiani l’8 novembre, dall’autore finalista al Man Booker Prise 2016

Al largo
Wyl Menmuir


NARRATORI STRANIERI
Traduzione di Tommaso Pincio


“L’orrore domestico di Menmuir ha lampi gotici alla Daphne du Maurier… Profondo e sconcertante, merita più di una lettura.”
The Guardian


“Per la creazione dell’atmosfera si merita un dieci pieno. Un autore da tenere d’occhio.”
The Independent

“Affascinante, evocativo e ambizioso nella forma.”
Financial Times




“Vede che gli occhi sono cerei, sembrano gli occhi di una creatura che non vede e che non ha mai visto. È un pesce inerte, del tutto privo di vita, benché sia passato meno di un minuto da quando hanno issato la rete. Le sagome degli organi traspaiono da sotto la pelle, come ombre di quella carne esangue.”

Un romanzo breve, ossessivo, nero, che risucchia inesorabilmente il lettore nel suo gorgo

Timothy arriva da forestiero in un villaggio della costa per recuperare una casa abbandonata in attesa che la moglie Lauren lo raggiunga. La casa è appartenuta a Perran, un pescatore di cui nessuno vuole parlare. Farla tornare abitabile sembra un’impresa impossibile, eppure Timothy la affronta con energia, interrompendosi solo per correre e nuotare, come se la fatica in tutte le sue forme fosse la sua medicina per una malattia non detta, un modo per non pensare al passato prossimo. Anche intorno a lui aleggia un malessere indefinito: una serie di grandi navi abbandonate riga la linea dell’orizzonte. Varcarla è vietato. Al di qua, pochi pescatori celebrano ancora i loro stanchi riti tornando a terra con casse di pesci malati che un’autorità misteriosa compra in blocco e fa sparire. Solo Ethan acconsente a portare Timothy al largo, a spostare il confine, a sfidare la memoria e il presente in un luogo dove sembra che non possa esserci futuro per nessuno. Un romanzo scuro, inquietante, che parla di grandi temi incarnati nelle piccole cose, di un microcosmo abbandonato a se stesso.


WYL MENMUIR
È nato nel 1979 a Stockport. Vive in Cornovaglia con la moglie e i due figli e lavora come editor freelance e consulente letterario. Al largo è il suo primo romanzo ed è stato selezionato per il Booker Prize nel 2016.


INTERNATIONAL PRESS REVIEW



Reviews of this Book
The Many unfolds like an unsettling dream, shifting illogically, asking the reader to accept leaps from reality to what seems like it may be fantasy (or may be a matter of perception). But it's not just a strange fable, there is humanity in it too: Ethan's palpable grief for Perran; the locals' struggle to adapt to a world in which their former livelihoods have become obsolete; the touches of tenderness in Timothy and Lauren's scenes together. Its portrayal of a community left behind by technology and bureaucracy, suspicious of the threat represented by 'outsiders', is recognisable and timely – perhaps even more so now than the author may have intended.’ —Learn This Phrase
‘Though it was perhaps not written with this in mind, reading the novel during the nightmarish toxicity of the EU Referendum gives it an interesting prescience in its exploration of a failing, unwelcoming community's reaction to an outsider, the decaying environment that surrounds them both and the looming warnings of a distant bureaucracy. That fishing quotas, ecology and environmental regulations are also part of the ongoing debate feeds into that sense of a discussion in microcosm. The sense of loss that permeates here is not just related to the personal, but to the social and communal as well.’ —Film and Other Assorted Buffery
‘The sparse prose is dark and intense, strikingly written with a haunting quality that sends shivers through the soul.’ —neverimitate
‘This book is powerfully written and haunting. Always teetering on the edge of the gothic, Menmuir describes a coastal community that is dreamlike, slightly out of focus, with its own rules that Timothy never grasps. At the same time, it is rooted in the real world: remote bureaucracy, plummeting fish stocks and maritime pollution have blighted the lives of the fishermen.’ —Blue Book Balloon
‘Menmuir’s homespun horror has flashes of Daphne du Maurier’s ghost-gothic and John Wyndham’s dystopia while displaying its own individuality and flair … Menmuir steers a steady course; the result is profound and discomfiting, and deserving of multiple readings.’ —Catherine Taylor, The Guardian
‘At about the two-thirds point, I started to realize that I was not reading a conventional, if slightly off-kilter and moody, story about a man having a hard time getting his life back together in a semi-hostile village. No, The Many is a horrific, beautifully horrific, tale that I cannot shake, as much as I may like to.’ —The Mookse and the Gripes
‘It creates an effective sense of tension and psychological suspense along the lines of Henry James’ The Turn of the Screw but passages where the men are out fishing in the gloom also invoke a feelings of intense meditation and a primal self-sufficiency similar to Hemingway’s The Old Man and the Sea. I was slowly drawn into the novel’s bizarre climate of secrecy and impending doom. The Many is a brisk, impactful novel which poignantly portrays grief, solitude and an inhibited state of consciousness.’ —Lonesome Reader
‘an intriguing first novel’ —Fiona Wilson, The Times
‘This is a novel that has to be read at one go but one of those rare stories that once you have reached the end you start reading it all over again. There are moments one has to pause and wonder if it is reminiscent of similar writing in the past and then realise it would be unfair to compare The Many to any other writing. Wyl Menmuir’s style is wholly original, it grips one with its exquisitely chiselled style to create a stunningly beautiful and memorable novel much like the Cornish coast is.’ —Jaya Bhattacharji Rose, Confessions of an avid bibliophile
‘I found myself totally gripped. The kind of book where you end it still wanting answers and yet are unsure of the questions. It’s a wonderful book and the first book I’ve finished this year that I immediately wanted to read again.’ —Information Overlord
‘A parable on ecological destruction, a commentary on monotony and parochialness, an obscure examination of sorrow, an investigation into the mysterious workings of the psyche – The Many is weird and disorienting, yes, but original and wonderful too.’ —On Art and Aesthetics
Paperback of the Week It would be wrong to give away the precise reasons for his protagonist’s state, but as Menmuir’s allegory becomes decipherable, it is increasingly affecting, and the moment when we understand how the bay and its darkly looming ships might be the warped echo of an earlier, shattering scene is one of great power.’ —Stephanie Cross, The Observer
‘He deserves 10 out of 10 when it comes to the creation of atmosphere, and Menmuir can certainly write… A writer to watch.’ —The Independent
‘If it is possible to describe a book as being rich on spare detail then The Many is it, like a stock reduced to its very essence, and I suspect it was this lack of extraneous waffle and digression in the company of Wyl Menmuir's beguiling writing style that grabbed my attention and kept me wedded to this novel in the days immediately after Port Eliot festival.’ —Dovegreyreader
‘An intriguing, evocative and formally ambitious debut.’ —Luke Brown, Financial Times
Praise for this Book
‘Ominous, subtle and beautiful – an intensely resonant trawling of suffering’s deep currents.’ —Michael Marshall Smith
‘In this beautiful and frightening novel, Wyl Menmuir understands that loss is an enormous anchor from which everyone swings on the tide. His characters know they can never hoist this anchor, they only know they must try; otherwise the lifting lines become heavy chains dragging them to the bottom. The Many then captures the ecstasy observed on the faces of the drowning in the moment they surrender themselves to the sea.’ —Mark Richard, author of Fishboy


lunedì 18 settembre 2017

Diritto all’oblio, dovere della memoria. L’ETICA NELLA SOCIETÀ INTERCONNESSA, di Umberto Ambrosoli e Massimo Sideri

In libreria da oggi per BOMPIANI
 
UMBERTO AMBOSOLI
E
MASSIMO SIDERI
 
“Diritto all’oblio,
dovere della memoria-L’ETICA NELLA SOCIETÀ INTERCONNESSA


“VIVIAMO TUTTI IN UN FIUME CHE CONTINUA A CAMBIARE VELOCITÀ,
NON LASCIA TEMPO PER RIFLETTERE O IMPARARE.
MA SIAMO NOI A DOVERE GESTIRE LA VITA DI QUESTO FIUME.
NON POSSIAMO AFFIDARLO AD ALGORITMI,
COSCIENZE IN STREAMING O SCORCIATOIE NORMATIVE.
PERCHÉ IL FIUME È LA STORIA.”


Oggi la memoria collettiva di una società passa anche attraverso la Rete, che per molti
di noi è divenuta la prima, per non dire l’esclusiva, fonte di conoscenza, il nostro luogo
di archiviazione e lo spazio dove i dibattiti si formano, si alimentano e muoiono.
La Rete è però priva dell’autorità propria di una fonte storica, cambia perennemente
per sua stessa natura, è condizionata dalla curiosità di chi la compulsa
ma anche dalle insidie dell’esercizio del diritto all’oblio.
Quali implicazioni tutto ciò può comportare sulla memoria?
Quale equilibrio può esistere oggi tra il diritto all’oblio, che è un diritto personale –
quello di ogni essere umano a evolvere, a divenire una persona diversa
e libera dai fatti di cui è stato protagonista –
e il dovere della memoria, che è un’esigenza collettiva?
L’oblio personale, di singoli pezzetti di una storia più alta e complessa,
può sembrare poca cosa. Ma sono proprio le piccole storie individuali,
nel bene come nel male, a fare da architrave all’edificio, che altrimenti diventa impenetrabile.
Ebbene per capire la Storia – e non perdere la memoria –
c’è bisogno di conoscere tutti i singoli ingranaggi, grandi e piccoli.
Anche questo è un diritto. Il non oblio.


UMBERTO AMBROSOLI è avvocato penalista. Già editorialista del “Corriere della Sera”,
nel 2009 ha pubblicato Qualunque cosa succeda (Premio Tiziano Terzani, Premio Capalbio, Premio nazionale Paolo Borsellino) che narra dell’assassinio del padre,
Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana.
Con il libro Coraggio (2015) ha vinto il Premio nazionale Padula;
con Ostinazione civile (2016) ha raccontato storie attuali di impegno civile.

MASSIMO SIDERI è editorialista del “Corriere della Sera” e responsabile del
“Corriere Innovazione”. Dal 2015 è direttore del Festival dell’Innovazione Galileo
di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo Banda stretta (2011, con Francesco Caio),
Tecnologismi (2013) e il giallo sul mondo della stampa Free Press (2010).
Per Bompiani ha pubblicato La sindrome di Eustachio. Storia italiana
delle scoperte dimenticate (2017).


Consigli di classe,di Alessandro Buttita, dal 21 settembre in LIBRERIA


«Quando un insegnante ti porta ad amare la materia che sta insegnando, lui sta compiendo una grande, immensa missione. Ti sta educando al bello, alla grande cultura, alla curiosità. Molti degli insegnanti che ho avuto, e ci metto anche mio padre Mario, sono stati autentici “sacerdoti del bello”. A loro devo dire ancora oggi grazie» dall’intervista a Carlo Verdone

La scuola vista dagli occhi di un giovane professore, Alessandro Buttitta, classe 1987, che mette nero su bianco le responsabilità e la passione di chi insegna schierando un gruppo di insegnanti e studenti di tutto rispetto, arruolato tra le fila dell'immaginario scolastico di cinema, letteratura, fumetti, musica e serie tv.

Dieci lezioni con più domande che risposte, dieci punti di vista per arricchire la riflessione sul tema proprio in occasione del ritorno sui banchi, per capire oggi più che mai per chi suona la campanella. Cosa possiamo imparare quindi da Lisa Simpson con il suo ditino sempre alzato? Che lezione si nasconde dietro la lunga barba bianca del preside Albus Silente della scuola di Harry Potter? E non solo: tra le pagine insegnano anche Walter White di Breaking Bad, il Nanni Moretti di Bianca e il Professor Keating de L’attimo fuggente.

Dieci idee per riflettere sulla scuola e sulla sua funzione, rivolgendosi a chi la scuola la vive davvero dall'altro lato della cattedra. Un manuale dal taglio fresco e puntuale. Il gioco di parole del titolo non è casuale: per chi insegna, infatti, i consigli di classe sono il momento del confronto, dell’ascolto reciproco, degli sguardi incrociati, degli scontri più accesi.

Ci sono più domande che risposte perché i problemi ci sono anche davanti le lavagne elettroniche. Ci sono più domande che risposte perché, nel marasma comunicativo dei nostri tempi, la scuola si porta ancora dietro tante contraddizioni.

Il volume si arricchisce della prefazione della giornalista Rita Pinci e di un'intervista esclusiva al regista e attore Carlo Verdone.



L'AUTORE
Alessandro Buttitta
(Milano, 1987), è professore di materie letterarie, vive e lavora in Sicilia. Scrive per “Huffington Post”, “TvZap” e altre testate occupandosi di televisione e cultura pop. È stato analista di TvTalk su Rai3 e ha lavorato nella redazione di Rai4. Per tre anni ha diretto il magazine online “Ed è subito serial”.


COLLANA: DIECI!
Ogni “dieci!” è dedicato a uno dei temi cruciali del nostro tempo, libri con un taglio pop che offrono strumenti di comprensione seri, ma estremamente affabili. Libri agili e veloci scritti con brio, spesso con ironia, sempre con estrema sincerità. 

 
pp. 136 - € 11,90 - ISBN 978-88-98451-77-7


LA RAGAZZA DEL MAR NERO, di Maria Tatsos

IV EDIZIONE DELLA RASSEGNA DI CULTURA EUROPEA “VOCI MEDITERRANEE”

MARIA TATSOS IN TOUR CON LA COMUNITA’ ELLENICA DEL GRANDE SALENTO – A BRINDISI, MARTINA FRANCA E LECCE PER PRESENTARE IL SUO LIBRO SUL GENOCIDIO DEI GRECI DI PONTOS
Mercoledì 20 settembre a Brindisi/ Giovedì 21 Settembre a Martina Franca/ Venerdì 22 Settembre a Lecce






 
Penultimo appuntamento della IV rassegna di cultura euopea “Voci Mediterranee” organizzata dalla Comunità Ellenica del Grande Salento. Si presenterà il libro della giornalista e scrittrice Maria Tatsos “La ragazza del Mar Nero- La tragedia dei greci del Ponto”. Tre giorni con tappe a tre diverse città del nostro territorio: Brindisi (20/09), Martina Franca (21/09) e Lecce (22/09). Sei incontri in tutto, due in ogni città. La mattina con i ragazzi delle scuole ed il pomeriggio con le cittadinanze di riferimento.
La rassegna in questa IV edizione affronta un tema scottante e triste: “I genocidi del novecento nel Mediterraneo”. Il libro di Maria Tatsos parla di uno di essi, parla del genocidio dei greci di Pontos (vedi scheda allegata)

Ecco il programma:

Mercoledì 20 Settembre
ore 11:00/ I.I.S.S. “Ettore Majorana” (Brindisi)                                                                                     ore 18:30/ Libreria delle Paoline (Brindisi)

Giovedì 21 Settembre
ore 11:00/ Istituto Superiore, "Leonardo da Vinci" di Martina Franca (TA), 
ore 18:30/ "Sala degli Uccelli" di Palazzo Ducale a Martina Franca (TA)

Venerdì 22 Settembre
ore 11:00 – Liceo Scientifico Banzi (Lecce)
ore 19:00Biblioteca della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta- Palazzo Bernardini (Lecce)





INGRESSO LIBERO – La cittadinanza è invitata

INFO: 3774665192 - comunitaellenicagrandesalento@gmail.com