"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

sabato 29 agosto 2015

Il volo fantasma, di Bear Grylls

La copertina del libro edito da Mondadori, 2015




 DAL 1 SETTEMBRE IN LIBRERIA, VI ASPETTA: 

Will Jaeger era un soldato. Ma da quando sua moglie e suo figlio sono scomparsi non ha più voglia di combattere. Si nasconde negli angoli più remoti della terra, cercando una quiete che non sa trovare, provando a tenere lontani i fantasmi che lo tormentano e pensando che nessuno lo scoverà mai. Si sbaglia. Fortunatamente per lui un vecchio amico riesce a risalire al suo rifugio, appena in tempo per scoprire che Will è stato ingiustamente rinchiuso nella prigione di Black Beach, il carcere alla fine del mondo da cui nessuno è mai uscito. Will viene liberato, ma la sua salvezza ha un prezzo. Deve accettare di affrontare una nuova missione. Una missione che lo porterà a scontrarsi con il suo terribile passato. Insieme a un gruppo composto da alcuni dei migliori combattenti del mondo – tra cui la bellissima e glaciale mercenaria russa Irina Narov – Will parte per guidare una spedizione nel cuore della giungla amazzonica, dove è stato ritrovato un aereo della Seconda guerra mondiale. Nascosto in quel mezzo c'è un segreto che potrebbe cambiare gli equilibri del mondo: forze oscure sono scese in campo per assicurarsi che nulla sia mai rivelato. Adesso Will ha fatto l'errore di mettersi contro di loro. Perché ha capito che quell'aereo è la risposta al suo tormento, perché ha capito che risolvendo il mistero del volo fantasma potrà scoprire cosa è successo a sua moglie e suo figlio. In parte ispirato ai documenti riservati della Target Force, l'unità segreta costituita su richiesta di Winston Churchill durante la Seconda guerra mondiale, e di cui fece parte il generale William Edward Henry Grylls, ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico e nonno di Bear, Il volo fantasma è il primo romanzo dell'esploratore e avventuriero più famoso al mondo. Un libro che, appena uscito in Inghilterra, ha saputo scalare le vette della classifica dei libri più venduti. Un romanzo che sa riunire in sé una storia capace di tenere incollato il lettore dalla prima all'ultima riga, il debutto di un nuovo grande eroe e il talento di Bear Grylls di raccontare e spiegare le tecniche di sopravvivenza nelle condizioni più difficili ed estreme.


www.librimondadori.it

Esce "The Story of Kullervo", racconto inedito di J.R.R. Tolkien - Io Donna

Esce "The Story of Kullervo", racconto inedito di J.R.R. Tolkien - Io Donna

mercoledì 26 agosto 2015

L'invenzione della vita, di Karine Tull



 La copertina del libro edito da Sperling & Kupfer, 2015



IN ARRIVO IL 1 SETTEMBRE: 
 
L’ambizione è la più forte delle droghe, e la più distruttiva. Sam Tahar ne ha fatto la sua religione: ed è riuscito a diventare uno degli avvocati più famosi di New York, a vivere nel lusso e sposare una donna ricchissima. Insomma, potrebbe finalmente dirsi arrivato. Eppure c’è qualcosa di stonato in questa sua disperata, affannosa ricerca del successo. Perché Sam, per arrivare fin lì, ha scelto di cancellare qualcosa di sé. Ad esempio, le sue origini arabe, e il suo vero nome, Samir; ma anche il suo amore, vent’anni prima, a Parigi, per Nina, l’unica vera donna della sua vita; e, infine, la sua stessa identità, perché il Sam di oggi non è altro che la copia fatta ad arte di qualcun altro. Un altro “Sam”: Samuel Baron, amico fraterno negli anni parigini, aspirante scrittore figlio di intellettuali ebrei, cui Samir ha “rubato” l’identità per riuscire nei suoi sogni di successo. Nina, Samuel, Samir: erano tutti e tre amici un tempo. Finché Nina, tra i due, anni fa scelse Samuel, spezzando così il cuore di Samir e spingendolo a covare desideri di rivalsa per una vita intera. Quando i tre, per caso, si incontreranno di nuovo, tutto esploderà – le verità, le menzogne, le apparenze –  in un cortocircuito stridente tra vite vere e vite inventate.
Karine Tuil è riuscita a dipingere un grande affresco dei nostri tempi, in un grande romanzo dal passo classico, la commedia umana di una società sempre più spaventata e sempre più bugiarda, in cui non c’è limite all’ambizione, alla voglia di apparire, e al potere della menzogna.  


www.sperling.it

giovedì 13 agosto 2015

Riflettendo su: "Caligola" di Albert Camus

 
“Caligola” il dramma dell’uomo nel dramma come riconoscimento della propria condivisone umana. Misera, quando privato dell’amore l’imperatore Caligola coglie l’unica possibilità di dare un senso all’esistenza nella trasmigrazione di sé attraverso il potere.
Un’opera teatrale stupefacente, scritta da Albert Camus nel 1944, è stata rappresentata in teatro innumerevoli volte, così come questa del 2015 – dalla Compagnia Salvatore della Villa –  presso l’Anfiteatro romano di Lecce.
Assistere a due ore di spettacolo è stato come guardarsi allo specchio e confrontarsi con la propria verità. Un tempo intenso e denso di inquietudini sconvolgenti.
I dubbi assalgono le profondità dell’animo umano: «Cos’è l’uomo senza l’amore? Chi sono io?».
Quale tragica assurdità viveva Camus nel ricercare se stesso, la felicità forse, servendosi del ricordo nostalgico della sua Algeri, del Mediterraneo, del sole, della madre: il suo grande amore.
Durante il viaggio della vita, però, l’amore lo conduce ad una solitudine profonda, ai sensi di colpa, a riflettere sulla sua condizione umana e su quella del secolo vissuto dal medesimo Camus.
Ecco allora che prorompe in scena la figura di Caligola, il quale depauperato dall’amore cade nel vortice anarchico del potere. Un animo dibattuto e tormentato con una volontà di potenza smisurata, la quale riusciva a realizzare tutto anche l’impossibile, come chiedere la luna.
Ma, attualmente, cos’è l’impossibile e cosa il possibile?
Che valore si dà alla vita, alla ricerca del sé, alla relazione con l’altro e che considerazione si ha della solitudine? Jung considerava tale condizione umana necessaria per partorire grandi idee, realizzare grandi progetti. In sostanza, la solitudine, quella sana – s’intende – aiuta a porgere gli orecchi all’anima e fa spegnere le luci finte.
Mentre, riflettendo sulla condizione solitaria di Camus trasbordata in Caligola si avverte un’insana anarchia, una situazione distruttiva di solitudine che spaventa, conduce ad approdare ad una tragica verità: la morte.
Questo si può desumere dal fatto che l’individuo moderno come quello contemporaneo si è lasciato facilmente catturare da materialismi osceni, la ragione calcolante derisa dai filosofi della modernità ha creato l’uomo macchina – quello del quale parla La Mettrie -, ad esempio, e non conosce il senso dell’umano, crede di sfidare il divino. Così per l’imperatore, la morte diventa l’unica e sola condizione che conferisce certezza: l’uomo dichiara la fine e può vivere solo conoscendo, vivendo e attraversando la morte.
È chiaro che l’immortalità, l’eternità, non appartengono all’umano, sebbene è insito in esso il senso di raggiungerla.
L’intera opera di Albert Camus eccelle in sublimi scene tratteggianti la drammaticità del singolo individuo. D’altro canto, solo i sentimenti lo rendono umano. E Albert Camus, al contrario di Caligola, è considerato un simbolo dell’Umanismo moderno francese ed un uomo che nella sua esistenza ha cercato di creare un nuovo umanesimo. Ha creduto, infatti, nella possibilità di riscatto dell’uomo, nella nobiltà dei valori umani, nel sentimento dell’amore necessario per una vita dignitosa. Amore universale dunque per se stesso, per l’altro, per la natura, per la bellezza del sole, del calore che potevano sprigionare nient’altro che benessere.
Ed oggi?
Ci troviamo ancora qui a combattere contro le fragilità umane, le miserie, a vivere l’assurdo ma senza alcuna rivolta, a vivere la solitudine disarmati, a non avere valori da condividere con il resto del mondo, a credere ad un potere che non verte sulla “pubblica felicità”, ma sull’interesse individuale, così come al successo che, dopo un po’, si disperde come il fumo di una sigaretta.
Piuttosto che lamentarsi, dannoso, un altro atteggiamento consono forse potrebbe essere quello di riprendere l’umanismo di Camus, e l’epoca luminosa dell’Umanesimo, e destare attenzione su ciò che è davvero importante per ogni essere umano: valori, sentimenti, ricerca del benessere, felicità; o, forse? Potere, danaro, successo, invidie, sudditanze, egoismi, statiche rassegnazioni?
Avrei la risposta, ma è opportuno che ognuno dia la sua con la vita!


(Alessandra Peluso in "www.corrieresalentino.it, cultura, 12 agosto 2015)

lunedì 3 agosto 2015

HAPPY DIFFERENT DI ALESSANDRA PELUSO (iQdB Edizioni di Stefano Donno)

Avventurieri dell’eterno - Antonio Socci - Rizzoli

Avventurieri dell’eterno - Antonio Socci - Rizzoli

L'invenzione della vita, di Karine Tuil


 La copertina del libro edito da Sperling & Kupfer



 NOVITA' IN LIBRERIA DAL 1 SETTEMBRE: 
 
L’ambizione è la più forte delle droghe, e la più distruttiva. Sam Tahar ne ha fatto la sua religione: ed è riuscito a diventare uno degli avvocati più famosi di New York, a vivere nel lusso e sposare una donna ricchissima. Insomma, potrebbe finalmente dirsi arrivato. Eppure c’è qualcosa di stonato in questa sua disperata, affannosa ricerca del successo. Perché Sam, per arrivare fin lì, ha scelto di cancellare qualcosa di sé. Ad esempio, le sue origini arabe, e il suo vero nome, Samir; ma anche il suo amore, vent’anni prima, a Parigi, per Nina, l’unica vera donna della sua vita; e, infine, la sua stessa identità, perché il Sam di oggi non è altro che la copia fatta ad arte di qualcun altro. Un altro “Sam”: Samuel Baron, amico fraterno negli anni parigini, aspirante scrittore figlio di intellettuali ebrei, cui Samir ha “rubato” l’identità per riuscire nei suoi sogni di successo. Nina, Samuel, Samir: erano tutti e tre amici un tempo. Finché Nina, tra i due, anni fa scelse Samuel, spezzando così il cuore di Samir e spingendolo a covare desideri di rivalsa per una vita intera. Quando i tre, per caso, si incontreranno di nuovo, tutto esploderà – le verità, le menzogne, le apparenze –  in un cortocircuito stridente tra vite vere e vite inventate.
Karine Tuil è riuscita a dipingere un grande affresco dei nostri tempi, in un grande romanzo dal passo classico, la commedia umana di una società sempre più spaventata e sempre più bugiarda, in cui non c’è limite all’ambizione, alla voglia di apparire, e al potere della menzogna.  


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