"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

domenica 29 giugno 2014

Da una crepa, di Elisa Biagini



 La copertina del libro edito da Einaudi, 2014




 
Continua a essere il corpo - o la contiguità fra corpo e linguaggio - il centro dell'ossessione poetica di Elisa Biagini, un corpo femminile sezionato e reinventato attraverso figure che attingono a un immaginario quotidiano, domestico (il viso è una tazza, la schiena «un astuccio di semi», i lobi fazzoletti annodati), e lo trasformano in involucro di un'identità misteriosa. Ne risulta una poesia franta, spezzata, da ricomporre. Ma per Biagini il corpo è soprattutto mezzo e sede della relazione con l'altro: se in una delle sue precedenti raccolte, L'ospite, il «tu» si incarnava nella presenza concreta di una figura familiare, qui l'interlocutore è «d'inchiostro», ma non per questo meno concreto: con la sua «parola verticale» l'autrice cuce i propri versi a quelli di alcuni dei poeti amati (Celan, Dickinson) in un insolito, struggente dialogo. 



www.einaudi.it

Dimmi come ti chiami e ti dirò perché, di Enzo Caffarelli

 
 La copertina del libro edito da Laterza, 2014




Dal 3 luglio in libreria per voi:

Chiamarsi Suino, Puzzone, Lardo, Serpetti, Disertori …
Per sollevare l’autostima e magari evitare il cambio di nome, è utile leggere il capitolo sui cognomi ingannevoli di questo libro. Luca Mastrantonio, “Corriere della Sera”
I nomi appartengono a una dinamica sociale osservabile e classificabile e proiettano su di noi un passato talvolta remoto. Molti cognomi italiani derivano da soprannomi, altri da difetti fisici. La vecchia triade democristiana Piccoli-Storti-Malfatti ne era la feroce e caricaturale dimostrazione. Francesca Bolino, “la Repubblica”
I nomi raccontano il sovrapporsi di strati linguistici e di culture diverse. Maria è un nome ebraico derivato probabilmente dall’antico egizio e connesso col verbo amare; Evelina è un nome normanno e vale più o meno come ‘ringraziamento’; Federico è longobardo. Simone vuol dire ‘dal naso camuso’; Bernardo ‘forte come un orso’. I cognomi indicano antichi mestieri: Beccaria ‘macellai’ o Camilleri ‘cammellieri’. O aspetti fisici: Grosso, Magris, Panza. Storie curiose, davvero divertenti, inaspettate. Gianluigi Beccaria, “Tuttolibri”.



www.laterza.it

venerdì 27 giugno 2014

Il maestro, di Thomas Saintourens

 

 La copertina del libro edito da Piemme, 2014





A Buchenwald, ogni notte, il musicista Jozef Kropinski si intrufola di nascosto nel posto più lugubre del campo: la stanza di dissezione del dipartimento di patologia. Lì sa di essere al sicuro, perché persino le SS preferiscono tenersi alla larga da quel posto inquietante, che ospita le tracce della follia dei medici nazisti. Alla luce di una candela, scrive spartiti di cui ogni nota è un atto di resistenza. Rischia la vita per la sua musica di denuncia, così come ha fatto ad Auschwitz, dove è stato prigioniero prima. Solo alcuni fogli sopravviveranno con lui e il suo violino alla marcia della morte nel 1945. Molti ha dovuto lasciarli nel campo, altri li ha bruciati per vincere il freddo. Dopo la guerra non riesce più a scrivere una nota, si ritrova muto davanti al foglio bianco. Finché un giorno alla sua porta si presenta l’usignolo di Sachsenhausen, Alex Kulisiewicz, l’uomo dalla memoria eccezionale che è quasi impazzito per memorizzare tutte le canzoni e le poesie clandestine che i suoi compagni di prigionia gli affidavano, milioni di parole che non smetteva un attimo di mormorare, per non dimenticarle.
Auschwitz, Dachau, Buchenwald: nessun campo di prigionia è mai riuscito a soffocare l’afflato di libertà. Molti prigionieri hanno affidato alla sorte le loro parole, i loro canti, la loro musica, fiduciosi che il giorno in cui quelle tenebre si fossero diradate, avrebbero trovato orecchie per ascoltarli e cuori per accoglierli.


www.edizpiemme.it

Metropoli e luoghi del consumo, di Vanni Codeluppi

 

 La copertina del libro edito da Mimesis, 2014




Il volume cerca di spiegare l’importante ruolo assunto nelle società contemporanee dai luoghi del consumo. Gli individui infatti, oggi trascorrono gran parte del loro tempo libero all’interno di spazi che sono stati concepiti per contenere e stimolare le attività di acquisto dei beni, ma che stanno anche diventando luoghi di messa in scena spettacolare delle merci e di sviluppo delle relazioni sociali. La struttura del volume mette costantemente in relazione tali luoghi con la parallela evoluzione subita dagli spazi urbani e metropolitani e muove dai luoghi del consumo del passato, a cominciare dai mercati e dalle botteghe dell’antichità, per passare poi attraverso i passages e i grandi magazzini parigini dell’Ottocento, e approdare infine ai luoghi del consumo contemporanei, come i centri commerciali, i concept store, gli aeroporti e i parchi di divertimento.

Vanni Codeluppi è sociologo e le sue ricerche riguardano i fenomeni comunicativi presenti all’interno dei consumi, dei media e della cultura di massa. è professore ordinario in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università IULM di Milano. Ha insegnato anche nelle università di Modena e Reggio Emilia, Palermo e Urbino. Ha tra l’altro pubblicato i volumi Consumo e comunicazione. Merci, messaggi e pubblicità nelle società contemporanee (1989), I consumatori. Storia, tendenze, modelli (1992), La pubblicità. Guida alla lettura dei messaggi (1997), Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages a Disney World (2000), Che cos’è la pubblicità? (2001), Il potere della marca. Disney, McDonald’s, Nike e le altre (2001), Che cos’è la moda (2002), Il potere del consumo. Viaggio nei processi di mercificazione della società (2003), Manuale di Sociologia dei consumi (2005), La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società (2007), Il biocapitalismo. Verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni (2008), Tutti divi. Vivere in vetrina (2009), Persuasi e felici? Come interpretare i messaggi della pubblicità (2010), Il ritorno del medium. Teorie e strumenti della comunicazione (2011), Stanno uccidendo la tv (2011), Ipermondo. Dieci chiavi per capire il presente (2012), L’era dello schermo. Convivere con l’invadenza mediatica (2013), Storia della pubblicità italiana (2013).


www.mimesisedizioni.it

giovedì 26 giugno 2014

Margaret Mazzantini al Gay Village giovedì 26 giugno per presentare "Splendore" - News - Libri Mondadori

Margaret Mazzantini al Gay Village giovedì 26 giugno per presentare "Splendore" - News - Libri Mondadori

La morte tra le righe, di Rosa Ribas, Sabine Hofmann



 La copertina del libro edito da Mondadori, 2014




Barcellona, 1952. Quando viene trovato il corpo senza vita di Mariona Sobrerroca, figura di spicco dei salotti della borghesia barcellonese, Isidro Castro, ispettore della Brigata investigativa criminale, riceve l'ordine di chiudere velocemente il caso in vista dell'imminente Congresso eucaristico. Ana Martí Noguer, giovane giornalista di cronaca rosa de "La Vanguardia" chiamata a occuparsi della notizia, si ritrova ben presto ad affiancare Castro, che ha bisogno delle sue conoscenze nell'alta società per portare a termine le indagini. Ana, però, non crede alla versione ufficiale dei fatti e comincia a seguire una pista alternativa che la porta a scoprire alcune misteriose lettere indirizzate alla vittima. Per decifrarle ricorre all'aiuto della cugina Beatriz, eminente filologa e donna di grande cultura: quella che all'inizio sembra una normale consulenza linguistica porta invece alla luce una serie di rivelazioni scottanti che vedono implicate le personalità più influenti della società barcellonese... Attraverso le voci di poliziotti, professori universitari, giornalisti, ladri e prostitute, Rosa Ribas e Sabine Hofmann tratteggiano con grande aderenza alla verità storica le differenze sociali che spaccarono la Spagna dopo la Guerra Civile, consegnandoci un formidabile ritratto in bianco e nero di una Barcellona schiacciata sotto l'opprimente regime di Franco. In questo ambiente ostile, fatto di freddi funzionari e politici corrotti, prende vita un'entusiasmante storia di suspense in cui le protagoniste sono due donne irresistibili, dotate di una carica di simpatia esplosiva. Ana e Beatriz si opporranno tenacemente al tentativo del regime di occultare le verità più scomode: la loro intelligenza, squisitamente femminile, unita alle conoscenze linguistiche e letterarie, sarà l'unica vera arma per la risoluzione del caso.


www.librimondadori.it

Runa Editrice - Oltre l'incerto limite di Tina Caramanico

Runa Editrice - Oltre l'incerto limite di Tina Caramanico

mercoledì 25 giugno 2014

Il Professore di Segreti, di William Eamon

 

 La copertina del libro edito da Carocci, 2014




 Un intrigante viaggio rinascimentale:

Ambientato nell’Italia del tardo Rinascimento, questo “thriller storico” esplora la medicina e la cultura dell’epoca attraverso la vicenda biografica del primo “medico delle
celebrità” – Leonardo Fioravanti. William Eamon – che per questo libro è stato candidato al Premio Pulitzer – segue i numerosi viaggi di Fioravanti attraverso l’Italia e l’Europa, guidandoci in un mondo in cui medici, maghi, alchimisti e ciarlatani si confondono. Ne emerge un affresco gustoso che non mancherà di appassionare quanti fra i lettori
s’interessano di Rinascimento e in particolare di storia della medicina.

www.carocci.it

Indro Montanelli raccontato da un giovane scrittore, Paolo Di Paolo - Affaritaliani.it

 

 

Indro Montanelli raccontato da un giovane scrittore, Paolo Di Paolo - Affaritaliani.it

martedì 24 giugno 2014

L'uomo con due vite, di Hakan Nesser



 La copertina del libro edito da TEA, 2014



 

Ante Valdemar Roos ha quasi sessant’anni e conduce un’esistenza ordinaria. Sua moglie non lo capisce; le figlie di lei lo considerano un fallito; i colleghi di lavoro lo trattano con indifferenza, se non con disprezzo. Ma un giorno la fortuna gli sorride, e la schedina giocata con tanta pazienza anno dopo anno risulta vincente. Valdemar decide di tenere per sé questa notizia e comincia a costruirsi una vita parallela, che comprende un’idilliaca casa nel bosco. Anna Gambowska è una ragazza difficile, in fuga da un centro di recupero per tossicodipendenti. Vent’anni, una chitarra, uno zaino e un passato burrascoso che sta cercando di lasciarsi alle spalle quando si imbatte in un’idilliaca casa nel bosco... L’ispettore Gunnar Barbarotti è bloccato in un letto d’ospedale con una gamba rotta, quando Alice Ekman Roos gli chiede di indagare sulla scomparsa del marito. Il caso non sembra complicato, finché le ricerche condotte dai colleghi dell’ispettore non portano al ritrovamento di un cadavere: di chi si tratta? E cos’ha a che fare con Anna? O con Valdemar? 



www.tealibri.it

L'irresistibile promessa della felicità, di Micaela Jary



 La copertina del libro edito da Giunti, 2014




Da Monaco a Londra, dalle coste della Cornovaglia fino alla Berlino del dopoguerra. Sulle tracce di un dipinto perduto e di un amore proibito e appassionato.
Ogni giorno Anna vede sfilare davanti a sé i ricchi clienti della casa d’aste di Monaco dove lavora come storica dell’arte. Di fronte alle loro vite scintillanti, la sua condizione di madre single, mollata dal padre di sua figlia senza aiuto né sostegno, appare piuttosto sconfortante. Ma non sa che il destino a volte è capriccioso e le sta riservando una serie di sorprese che non avrebbe mai e poi mai immaginato: un prezioso dipinto impressionista, svanito misteriosamente durante la Seconda guerra mondiale, ricompare all’improvviso
nelle mani di un’ereditiera americana. Anna, chiamata a fare una perizia del quadro, ha dei forti dubbi sulla sua autenticità ma, ammaliata dall’erotismo che emanano i due amanti
sulla tela, avvinti in un amplesso appassionato, decide di andare più a fondo. Le sue ricerche la condurranno a Londra, dove l’affascinante gallerista Oliver Richardson deciderà di accompagnarla in un viaggio lungo le coste selvagge della Cornovaglia, per raggiungere suo nonno, uno dei maggiori esperti del pittore. Ma l’incontro con il vecchio Henry Richardson porterà la donna molto più lontano: nella Berlino del 1946, in un passato oscuro che risveglierà in lei ricordi sopiti della propria storia familiare. Che cosa lega l’amore proibito degli amanti del quadro alla vita di Anna? E che cosa implica questa scoperta?


www.giunti.it

lunedì 23 giugno 2014

Dopo il nero della notte, di Cristina Rava


 La copertina del libro edito da Garzanti, 2014




Fulmini e saette squarciano il cielo seguiti da assordanti tuoni. Nell'ascensore della vecchia biblioteca, nella tenebra totale, un uomo scivola contro lo specchio e muore. Accanto a lui, due polverosi libri dalle pagine ingiallite. Il caso viene assegnato al medico legale Ardelia Spinola, che conosce bene le procedure da seguire e i protocolli a cui attenersi. Ma a lei piace fare di testa sua. È impossibile mettere a tacere il suo istinto da investigatrice. Soprattutto ora che Ardelia ha bisogno di tenere la mente occupata. La sua vita è stata sconvolta da qualcosa che non credeva potesse capitare a lei, che non è più una ragazzina: un incontro speciale. Arturo, manager di successo che all'improvviso ha lasciato tutto per fare l'apicoltore. Con lui condivide l'amore per i gatti: i migliori amici di Ardelia.
Quando si scopre che la vittima è un bibliotecario appassionato di testi antichi, la dottoressa è sicura che dietro questo caso si nasconda qualcosa di misterioso. L'uomo, prima di trasferirsi nella cittadina ligure, era un professore universitario stimato in tutta Europa. Un evento importante deve averlo portato a rinunciare alla sua carriera. Non ci sono molti elementi su cui indagare, ma Ardelia ha dalla sua quel fiuto che non la tradisce mai. Ha la sua pista da seguire. Una pista in cui l'aspettano sconcertanti scoperte. Una pista pericolosa in cui è facile perdersi quando il buio è più cupo dell'oscurità della notte.
Cristina Rava regala ai lettori una protagonista forte e indipendente. Un medico legale con il vizio dell'investigazione. Una donna che adora i suoi gatti, ma non riesce ad aprire il suo cuore all'amore. Sullo sfondo dei suggestivi paesini dell'entroterra ligure, Dopo il nero della notte trascina il lettore in un vortice di rivelazioni inaspettate e colpi di scena, di gelosie e bugie, di sentimenti intensi e passioni ritrovate. 


www.garzantilibri.it

Se il rapporto analista-paziente diventa un'avventura - Affaritaliani.it





 

Se il rapporto analista-paziente diventa un'avventura - Affaritaliani.it

domenica 22 giugno 2014

Nietzsche e la costruzione del superuomo, di Michel Onfray



 La copertina del libro edito da Ponte alle Grazie




Dal 26 giugno in libreria "NIetzsche" esaminato dallo straordinario filosofo francese Michel Onfray:

Il XIX è stato il secolo delle Masse e degli Individui: del movimento operaio e dei capitani d’industria, dei rivoluzionari e dei dandy, di Bakunin e Oscar Wilde, di Marx e Baudelaire. Ma è stato anche il secolo di Friedrich Nietzsche: l’epoca della morte di Dio e della nascita del Superuomo. Dopo Politiche della felicità e Le radicalità esistenziali, in quest’ultimo fra i volumi dedicati al XIX secolo, Michel Onfray ripercorre la vicenda di due pensatori che hanno rivolto tutte le energie del loro corpo sofferente al conseguimento di una esistenza sublime e di una morale post cristiana: Jean-Marie Guyau e soprattutto il suo più grande maestro, Friedrich Nietzsche. Una lettura vitalistica del mondo dirige il «dinamitardo di Röcken» nell’ostinata ricerca dell’espansione dell’essere, del puro piacere di esistere e di sperimentare la potenza dell’esistere.
Da vitalista tragico, però, egli crede che la natura sia un caos di forze, un vortice di energie, in cui trionfa la guerra di tutti contro tutti. Per questo al padre del superuomo è stata spesso imputata l’apologia dell’assolutismo feudale, la difesa dell’imperialismo, nonché (a causa delle falsificazioni della sorella) la genesi del nazismo. Sotto la penna di Onfray, scopriamo invece un prosecutore della tradizione epicurea, un libertario che promuove una saggezza esistenziale personale, ma praticabile da tutti, senza distinzioni: abolire i dietromondi, dire di sì al proprio destino, fare della vita un’opera d’arte.



www.illibraio.it

Donato Carrisi: il nuovo romanzo L'IPOTESI DEL MALE

Gabriele d'Annunzio socialista, di Antonio Alosco



 La copertina del libro edito da Graus Editore, 2014  





Letterato e politico: due figure spesso agli antipodi, che sembrano non trovare mai un punto d’incontro, ma che si fusero nella personalità eclettica di Gabriele d’Annunzio. Legato in vita alle idee della Destra, che traspaiono in maniera evidente nel suo fare poetico, soprattutto in seguito all’incontro con Nietzsche e alle teorie del Superuomo, ed associato da sempre al Fascismo, ebbe un percorso socialista. Per anni si è glissato sull’argomento, ma il prof. Antonio Alosco, grazie a documenti inediti, ci svelerà questa parentesi nella vita del Vate, che visse sempre con convinzione le sue idee e i suoi cambiamenti.



Antonio Alosco, docente di Storia contemporanea, è autore di diversi libri, tra i quali Alle radici del sindacalismo. La ricostruzione della Cgl nell’Italia liberata 1943-1944 (SugarCo, 1979); Cento anni di socialismo a Napoli (A. Guida, 1992); Radicali, repubblicani e socialisti a Napoli e nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento (Lacaita, 1996); Il Partito d’Azione nel “Regno del Sud” (A. Guida, 2002), I nemici del popolo. Vittime meridionali dello stalinismo in America e in Russia, Napoli 2011. Ha curato la pubblicazione degli scritti di Francesco De Martino e collabora agli annali dell’Istituto Ugo La Malfa, nonché a qualificate riviste con saggi di storia contemporanea e dei partiti e movimenti politici e sindacali. È autore di alcune voci per il Dizionario Biografico degli italiani (Enciclopedia Treccani).



www.grauseditore.it

sabato 21 giugno 2014

Le scelte che non hai fatto, di Maria Perosino



 La copertina del libro edito da Einaudi





In questo libro non troverete grandi discorsi filosofici sulle scelte della vita, ma troverete molte storie, e uno sguardo che le attraversa, e vera scrittura. E molte apparenti digressioni, ad esempio su un piccolo Museo degli Amori Finiti, o su un documentario inglese che ha seguito nel tempo la vita di 14 bambini: perché la digressione è il mezzo di chi sa che stando ai bordi si vede il centro. Il tono di questo libro è quello del chiacchiericcio tra amiche: ma un chiacchiericcio alto, mosso, da cui emergono a poco a poco - con naturalezza - verità fulminanti.
Tutto parte da un assunto: quando facciamo una scelta - che si tratti di amore, lavoro, casa, figli - il più delle volte non è il 100% di noi a decidere: spesso, anzi, è un risicatissimo 51%. Una parte non piccola di noi continua a essere innamorata dell'uomo che stiamo lasciando, dell'appartamento da cui stiamo traslocando, del mondo che stiamo abbandonando. Ciò a cui rinunciamo non scompare come avviene in certi film, dove il protagonista si sposa, divorzia, emigra, butta all'aria la carriera, diventa un ladro o un assassino - lasciandosi irrimediabilmente il passato alle spalle. Nella vita, le scelte che non abbiamo fatto continuano a esistere accanto a noi. Pulsano debolmente, come potenzialità inespresse. E non occorre arrivare a provare rimpianto per volere un po' di bene a quelle vite scartate per un soffio. Sono lì, a portata di mano, e può capitare persino di andare a cercarle - come succede appunto in questo libro - nelle facce e nelle storie delle persone che hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato. Per scoprire qualcosa a cui forse non eravamo del tutto preparati, perché il gioco degli specchi, si sa, non è mai scontato. «Io cercavo pezzi della mia storia, ho incontrato altre storie. E mi sono piaciute».

«Chi non ricorda Gwyneth Paltrow in Sliding doors? A volte basta storcersi una caviglia, perdere un treno, salire su un vagone piuttosto che su un altro, e tutto cambia.
Le scelte di cui parlo, però, non hanno nulla a che fare con questo, sono più subdole e arbitrarie. Decidere se avere prima o poi un figlio, scegliere tra due amori, uno felice e uno (forse) un po' piú felice, tra una città e un'altra, fra una casa piú piccola in centro e una piú grande in periferia.
Le vite che abbiamo scartato per un soffio continuano accanto a noi. Camminano su strade parallele alla nostra, appena qualche metro più indietro. Su altre gambe».



www.einaudi.it

venerdì 20 giugno 2014

Prigioniero della mia libertà, di Rosario Errico - Stefano Pomilia - Michela Turchetta


 La copertina del libro edito da Editori Riuniti,2014




«Guardati dalle cattive compagnie e dall’invidia, tieniti fuori dai brutti giri, voltati e vattene se senti che tira aria di guai, nessuno dà niente per niente, tu non sai nulla, non fidarti mai». Suonano moniti sterili, perché non esistono indicazioni efficaci e utili a scansare il rischio
di una condanna ingiusta.
E poi chi ci crede che davvero sei innocente come dici? Lo Stato ti ha assolto, oggi risulta lampante e certo che tu, con quel furto, quella rapina, quell’omicidio, proprio non c’entravi nulla, e che il guaio non te lo sei procurato, ma sei una delle tante vittime di un errore giudiziario. Di fatto la gente dà più credito a un’immagine che alla verità, ti ha già marchiato quando sul giornale si è letto che hai avuto problemi con la giustizia, ti ha sigillato in un attimo con un nuovo titolo. Non sei più quel padre, o quella moglie, quel lavoratore onesto,
solerte e fidato, che sembrava che fossi, ma qualcuno da cui è bene tenersi alla larga per strada. Hai solo l’antidoto degli affetti più cari, ma quell’abito nuovo che non ti sei scelto ti ha già piombato a vita in un abbraccio gelido che ogni notte ti toglie il sonno dagli occhi.
Da tempo l’avvocato Gabriele Magno, come presidente di Articolo 643, sostiene le vittime di errori giudiziari nel difficile percorso di riabilitazione della propria immagine pubblica, una vicenda spesso a lieto fine anche se mai esente dai tumulti emotivi che la realtà impone.
Come la fiction, quando si incarica di non tradire il verosimile e palesa un’ingiustizia carica di angosciose conseguenze: Rosario Errico, Stefano Pomilia e Michela Turchetta, hanno scritto un film di prossima uscita Prigioniero della mia libertà, in cui il protagonista è una
vittima, e la storia un dramma della mente e del cuore verso il riscatto della propria incrollabile buona fede.
Nella prima parte di questo volume se ne riporta la sceneggiatura adattata in forma narrativa. Nella seconda parte si dà voce alle vittime, quelle che hanno subito il vero trauma, che più di tutti, e più che mai nella propria esistenza, desiderano ora raccontare
qualcosa.

www.editoririuniti.net

Andare per LA ROMA DEI TEMPLARI, di Barbara Frale



 La copertina del libro edito da Il Mulino, 2014


 


Il cavaliere templare che, proveniente da Gerusalemme, entrava nell’Urbe dalla via Tiburtina si trovava dinanzi un’antica porta di pietra che aveva scolpite due teste di toro; quella esterna, rivolta verso la campagna, era un lugubre teschio, mentre l’altra, prospiciente la città, raffigurava un animale vivo. Le due teste simboleggiavano i viandanti che giungevano nella Città Eterna: affamati e deperiti nell’entrarvi, rifocillati e vigorosi nel lasciarla.
Qual era l’aspetto di Roma all’epoca dei Templari, e quali luoghi della città furono teatro di eventi cruciali per la storia del leggendario Ordine? Lo si scoprirà attraverso una serie di tappe significative. Come guida, avremo alcune figure illustri: Hugues de Payns e Jacques de Molay, il primo Maestro e l’ultimo, e fra loro san Bernardo di Clairvaux, il grande mistico del XII secolo che a buon diritto può essere considerato la colonna ideologica e spirituale del Tempio.


Barbara Frale, storica del Medioevo, è Ufficiale presso l’Archivio Segreto Vaticano. Tra i suoi libri editi con il Mulino: «I Templari» (2007), II ed., «I Templari e la sindone di Cristo» (2009), «La sindone di Gesù Nazareno» (2009).


www.ilmulino.it

giovedì 19 giugno 2014

PRESENTAZIONE: “Nulla è per caso”, di Roberto Spingardi, Fausto Lupetti Editore 2014. | alessandrapeluso

PRESENTAZIONE: “Nulla è per caso”, di Roberto Spingardi, Fausto Lupetti Editore 2014. | alessandrapeluso

Cristo non abita più qui, di Paolo Farinella


 La copertina del libro edito da Il Saggiatore



«Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te». Se si sostituisce Gerusalemme con Vaticano, il Vangelo di Matteo fila con una coerenza feroce. Parola di Paolo Farinella, prete. Il Vaticano, sempre, da sempre, uccide i profeti. Il Vaticano, sempre, da sempre, manda Cristo in esilio. Cristo non abita più qui. E, forse, non ci ha mai abitato. Da mille anni, sin dai tempi della lotta per le investiture, e dunque del conflitto tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, il Vaticano è terra di tutti, tranne che di Dio. È stato governato da una lunga fila di papi re, portatori di un potere assoluto, sia spirituale che temporale. Il papa, per dogma, è infallibile: ai tempi di Benedetto XVI, anche la Santissima Trinità cede il passo alla gloriosamente regnante Sua Santità. Il papa – come ai tempi del dictatus papae – non può essere giudicato da alcuno. Ha il diritto di deporre gli imperatori. Il papa impera oltre l’impero. Dove impera il papa, in Vaticano, Dio non c’è. Nel Vaticano, Dio viene mandato in guerra: i cappellani militari disconoscono la pace e abbracciano la guerra. Stringono alleanze con il ministero della Difesa: sono dentro lo Stato, sono lo Stato. Qui, in Vaticano, si dà morte ai profeti, vita ai banditi. Ci si dimentica per decenni di martiri come monsignor Romero, ucciso perché osteggiava la dittatura salvadoregna; si proteggono per anni uomini come padre Marcial Maciel Degollado, protagonista di atti di pedofilia, e non solo. Qui, in Vaticano, si dà spazio ai neocatecumenali, ai lefebvriani, all’Opus Dei, a Comunione e Liberazione. Qui, in Vaticano, da sempre, chi pensa muore. In Vaticano non c’è Cristo. Se un prete avesse il dono della profezia, se conoscesse tutti i misteri, se possedesse tanta fede da trasportare le montagne, ma non avesse Cristo, no: non sarebbe nulla. In Cristo non abita più qui, Paolo Farinella, prete genovese, prete laico, prete ateo per grazia di Dio, tesse un arazzo appassionato, fondendo esperienze personali, teologia, storia e narrazione. Esplorando i testi sacri e le storie umane ed ecclesiastiche, da Adamo ed Eva alla nuova luce portata da papa Francesco, chiede a voce alta una radicale riforma della Chiesa Cattolica nel solco del Concilio Vaticano II. E lancia un grido d’amore: non dimentichiamoci di Dio.

Paolo Farinella, prete, vive e opera nel cuore storico di Genova. Biblista, scrittore e saggista, è specializzato in teologia biblica, scienze bibliche e archeologia, con studi in Italia e a Gerusalemme. Collabora a Missioni Consolata, MicroMega, la Repubblica e il Fatto Quotidiano. Fra i suoi numerosi scritti, ricordiamo Habemus papam, Francesco (1999) ripubblicato come Habemus papam. La Leggenda del Papa che abolì il Vaticano (Gabrielli 2012). Molto attivo sul web, il suo blog è http://paolofarinella.wordpress.com
www.ilsaggiatore.com

Per sempre insieme, di Jessica Sorensen



 La copertina del libro edito da New Compton Editori




Il giorno tanto atteso è arrivato. Ella sta per sposare Micha, l’amore della sua vita, il ragazzo che l’ha aiutata a uscire da un terribile periodo buio e che le ha ridato gioia e la speranza. Tutto fa pensare che sarà un giorno meraviglioso per entrambi.
Ma un evento imprevedibile fa precipitare le cose, ricordando a Ella che non si può sfuggire al proprio passato.
Riuscirà a ritrovare la fiducia in se stessa e in Micha fino a decidere di seguirlo per provare davvero ad avere un futuro con lui?
La tournée di Micha sarà per Ella l’occasione giusta per capire se fidarsi di lui e superare le proprie insicurezze. E forse, solo allora, i loro cuori batteranno per sempre insieme.

«The Secret Series è il caso editoriale americano dell'anno».
Vanity Fair

«Temevo non fosse all’altezza dei primi libri e invece sorprendentemente mi ha emozionato ancora di più».

«Una bellissima storia d’amore degna di essere raccontata. L’amore descritto è quello che tutte noi desideriamo e sono sempre più convinta che l’amicizia tra un uomo e una donna a volte porta dove il cuore comanda! Molto bello davvero peccato sia finito!».

«Se ci fossero più stelline gliele avrei date, non esagero se dico che è forse uno dei libri che mi è piaciuto di più in assoluto».


 (http://www.newtoncompton.com/novita)

mercoledì 18 giugno 2014

Incontri impossibili, di Zoran Zivkovic


 La copertina del libro edito da TEA, 2014.




Da domani in libreria:

E se si potesse scegliere di tornare indietro, una volta varcata l'ultima soglia? Se si potesse guardare attraverso una finestra la nostra prossima vita? E se in giorno, arrivando in cima a una vetta avvolta dalle nubi, si potesse incontrare chi saremo tra vent'anni? o magari incontrare Dio in uno scompartimento ferroviario, e porGli una domanda, oppure il diavolo in un confessionale? E se un libraio potesse parlare con il protagonista di un romanzo? E se infine uno scrittore incontrasse i suoi personaggi e scoprisse cosa fanno quando finiscono di recitare la loro parte...
Con la consueta maestria, che unisce le più insolite acrobazie dell'immaginazione a una scrittura che accompagna dolcemente, Živković ci regala sei nuove «storie impossibili» ma incredibilmente realistiche, come se avesse deciso di rispondere alla domanda che prima o poi ci poniamo tutti: «E se potessi incontrare...?». 


www.tealibri.it

Petrarca. Chiare, fresche e dolci acque, a cura di Stefano Carrai

La copertina del libro edito da Einaudi. 2014.





Ebbene, è tempo di slow reading. Se il mito della velocità si è imposto a poco a poco in ogni pratica della vita quotidiana, e dunque anche nella lettura, sempre piú rapida e spesso distratta, tanto piú è il momento di sviluppare anticorpi e controtendenze. Cosí, negli ultimi anni, è stato per il cibo e la cultura gastronomica; cosí può essere anche per il «cibo della mente», cioè il libro e la lettura. Ecco dunque che nei suoi «Quanti» Einaudi propone una serie di poesie di grandi autori analizzate «alla moviola» dai migliori critici. Una lettura che meticolosamente ripercorra il testo e permetta di capire tutto ciò che a prima vista non appare. La poesia è una lettura intrinsecamente «slow», che richiede attenzione e concentrazione, ma in queste «analisi al microscopio» lo sarà ancora di piú. E speriamo che la soddisfazione di chi entra in contatto profondo con una grande poesia, alla fine, risulterà moltiplicata. Piccola istruzione per l'uso: all'inizio del libro viene data la poesia e poi il saggio di commento. Il consiglio è di leggere prima la poesia, poi il commento, e poi leggere nuovamente la poesia. Se la sensazione sarà diversa dalla prima lettura, piú piena e piú profonda, l'«esperimento» sarà riuscito.

Stefano Carrai è professore ordinario di letteratura italiana all'Università di Siena. Tra i suoi libri, I precetti di Parnaso. Metrica e generi poetici nel Rinascimento italiano, Bulzoni 1999; L'usignolo di Bembo. Un'idea della lirica italiana del Rinascimento, Carocci 2006; Dante elegiaco. Una chiave di lettura per la «Vita nova», Olschki 2006. Ha curato edizioni commentate delle Rime di Giovanni Della Casa (Einaudi 2003) e della Vita nova di Dante (Bur 2009). 


www.einaudi.it

martedì 17 giugno 2014

Il punto di vista del cavallo, di Vittorio Sgarbi



 La copertina del libro edito da Bompiani, 2014





Alla scoperta di Caravaggio con il critico Vittorio Sgarbi:

Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.
(Vittorio Sgarbi) 



www.bompiani.eu

L'antropologo e il mondo globale, di Marc Augé

 La copertina del libro edito da Raffaello Cortina Editore, 2014




L'antropologo e il mondo globale

lunedì 16 giugno 2014

Libri come - Massimo Recalcati. Come l'amore del 11/06/2014

Libri come - Massimo Recalcati. Come l'amore del 11/06/2014

Il dono della terapia, di Irvin D. Yalom

 La copertina del libro edito da Neri Pozza, 2014





«I consigli di questo libro - scrive Irvin Yalom nell’introduzione al volume - sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove». La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l’argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l’esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come  singolari «compagni di viaggio»  anziché  come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l'abilità di narratore al rigore dello studioso, l’autore di Le lacrime di Nietzsche racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. «Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa». Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapista ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapista. Scritto «con lo stile di O. Henry e l’umorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle), Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Un’intima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che c'è di irrisolto nei nostri cuori». 

www.neripozza.it

domenica 15 giugno 2014

L'anima e il cristallo, di Stefano Poggi



 La copertina del libro edito da Il Mulino, 2014


 

Nei primi vent'anni del Novecento si producono in Europa mutamenti culturali radicali, i cui effetti giungono sino ai nostri giorni. Decisiva in quella fase appare l'influenza di due personaggi come Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche, un'influenza profonda e diffusa perché si esercita soprattutto al di fuori dell'arena filosofica. Nella scia del loro pensiero si forma la convinzione che sia necessario ripensare nei suoi stessi fondamenti il rapporto tra l'uomo e la natura, tra la scienza e l'arte. Il libro racconta una stagione culturale in pieno fermento, che vede accomunati nella stessa visione utopica e ansia di rinascita personaggi come Lukàcs, Bloch, Simmel, Rilke, Wittgenstein, Schònberg, Klee: tutti in varia misura segnati dalla consapevolezza di un mutamento epocale che ebbe il suo avvio decisivo negli anni Dieci, con la nascita dell'arte astratta. 


www.lafeltrinelli.it.

Un'estate con Montaigne, di Antoine Compagnon

 
 La copertina del libro edito da Adelphi, 2014




Quando, nel 2012, il direttore di un’emittente radiofonica propone ad Antoine Compagnon di parlare dei Saggi di Montaigne in una lunga serie di trasmissioni quotidiane della durata di pochi minuti, all’illustre professore del Collège de France l’idea appare subito quanto meno stravagante. Il periodo di programmazione (dall’inizio di luglio alla fine di agosto) e l’orario (intorno a mezzogiorno) sembrano decisamente più adatti ai bagni di mare che non all’ascolto di lezioni su un grande classico della letteratura e del pensiero. La sfida è così arrischiata, e allettante, che Compagnon non osa tirarsi indietro. E il risultato è clamoroso: le trasmissioni ottengono ascolti sbalorditivi, il libro che ne raccoglie i testi, pubblicato un anno più tardi, risulta tra i più venduti dalla stagione, e i corsi di Compagnon al Collège de France registrano un’affluenza inusitata. Ma tanto successo ci apparirà tutt’altro che sorprendente non appena ci inoltreremo nelle pagine di questo incantevole vademecum, dove Compagnon, coniugando leggerezza e profondità, attraverso il commento a quaranta brevi passi dei Saggi ci condurrà all’interno di un’opera senza tempo come i temi di cui discorre, le cose della vita: dall’amore all’amicizia, dalla morte alla vanità, dalla bellezza alla malattia.


www.adelphi.it

sabato 14 giugno 2014

Errico Buonanno dalle poesie di Marx ai Vhs anni 90

Errico Buonanno dalle poesie di Marx ai Vhs anni 90

Il booktrailer di Ritorno sorgente di Alessandra Peluso (LietoColle ediz...

Viaggio a Finibusterrae, di Antonio Errico

La copertina del libro edita da Manni Editori, 2014 





 Viaggio a Finibusterrae per "Lecce capitale europea 2019":

Fascino di una terra che talvolta genera confusione, rappresenta il caos dell'origine, dove il mare si confonde, ingarbuglia le correnti, impasta i colori, amore per una terra nella quale la vita e la morte sono confusione: Antonio Errico si fa guida come Virgilio quando accompagna Dante nel girone dell'inferno (canto III) in “Viaggio  a Finibusterrae” (Manni). 
Si scopre un Salento di poesia, arte, mistero, passione, ossessione, odio e amore. Sembra di percorrere i gironi danteschi: ci si muove dall'Inferno, al Purgatorio, sino al Paradiso e viceversa, dove ogni momento è un inizio o una fine di tutto. Non solo, si assiste ad un linguaggio sublime che segue un ritmo cadenzato, armonioso, stridente e sorprendente allo stesso tempo come la terra dei due mari.
Viaggio a Finibusterrae” viene donato da una guida d'eccellenza per “Lecce capitale europea della cultura 2019” a chi ha l'ardire di percorrerlo: intenso, suggestivo, miracoloso. É più di un viaggio, è la testimonianza di una terra che pochi conoscono, o forse no.
Chi può conoscere “Finibusterrae” se non chi viene da lontano?  
C'è Otranto “l'incipit e l'explicit di ogni racconto”, una città nella quale il silenzio si apposta in ogni angolo come un'ombra, che acquieta i tumulti del pensiero, sembra che tutto sia un dipinto e un affresco. Poi c'è Castro: «La luce a Castro è un altro mare. È fatta di onde, ha profondità, increspature. Castro quando albeggia ha tempeste di luce. … Santa Cesarea invece appare malinconica se non hai un amore». (pp. 11,12)
Non è un'apologia del Salento, non è un'esaltazione menzognera di questa terra che tutto nasconde e tutto racconta, Antonio Errico narra di una terra, la sua, la nostra che ha vissuto, pianto, goduto intensamente da bambino sino all'adulto che ora è e la offre così com'è, e non come appare, regalando immagini spaventosamente reali che rendono unica “Finibusterrae”.
Personalmente mi è sembrato di vivere in città descritte con un indicibile maestria che solo un poeta, uno scrittore, uno storico può fare, perché Antonio Errico è tutto questo e molto di più: è figlio e padre di “Finibusterrae”.
È rappresentato il fenomeno e il noumeno totalmente: anima e corpo. L'autore parla del Salento come dell'anima di ognuno, sfonda i sensi e la ragione senza chiedere il permesso di entrare. Eh sì, e così il Salento: terra di passioni e la passione non si può fermare, irrompe finché c'è vita e ti trascina in un vorticoso mare tra Ionio e Adriatico, impossibile non farsi conquistare poi dal ritmo frenetico e vertiginoso delle onde che richiamano la danza, il rito, il duello nella “Terra del rimorso” come ha scritto Ernesto De Martino e Antonio Gramsci in una lettera dal carcere.  
«Il corteggiamento è una danza col coltello. Un passo leggero, un corpo proteso, ricurvo sull'ombra che si allunga dalle dita simulando coltelli, sfide ancestrali. Nel ritmo sfrenato del tamburello, nella calura afosa del quindici di agosto, si rinnova il rito, l'eterno duello». (p. 17).
Si prosegue il viaggio oppure lo si inizia giungendo o partendo da Lecce: «Lecce, città senza alture, dove la luce del meriggio che esplode genera miraggi, una visionarietà che frantuma le immagini e poi le ricompone in una forza astratta, senza tempo, senza spazio, frammentata, distorta, dilatata (p. 39); … città che concettualizza la bellezza: usa la pietra per elaborare l'incanto, la meraviglia di un Seicento capace di riverberarsi fino a questo nuovo millennio, capace di colmare di bellezza ogni senso di vuoto e forse - talvolta - anche l'assenza di senso». (p. 43).
Sono pagine di impagabile verità, per nulla barattabile; sono pagine che esprimono ogni particolare denso di storia, poesia, arte: le piazze, i fari, le chiese. Ci sono Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, Antonio Verri, Antonio Galateo, addirittura la descrizione di un viaggio Milano-Lecce compiuto da Roland Barthes.
Il viaggiatore sarà estasiato, perso, illuminato, alla penombra di “Finibusterrae”: luogo del mito, terra del rimorso, del passato che non fu scelto, che torna e rigurgita e opprime col suo rigurgito, del ballo che sfrena, che ossessiona, del rito che guarisce, che arrovella. (p. 75).
“Viaggio  a Finibusterrae” di Antonio Errico non si dimentica. Appena concluso, il viaggiatore è già pronto per ripartire oppure restarci per sempre perché cattura e da ospite si diventa immediatamente parte integrante di una terra di conquista, sconfinata, magica, generosa - alle volte abbandonata al suo destino - ma che ha bisogno di un amore smisurato quanto le rare bellezze che la contraddistinguono.      


http://www.affaritaliani.it/libri-editori/viaggio-a-finibusterrae.html

Sono un uomo pulito dentro e fuori, di Marco Fiori, Mondadori 2014.






Chissà se corrisponde al vero il famoso detto Italians do it better. È invece indiscutibilmente vero che gli Italians accorrono in massa se una ragazza si offre gratis per incontri ad alto tasso erotico. Lo dimostra la valanga di lettere, alcune sgrammaticate, altre poetiche, altre ancora semplicemente assurde, in risposta alla pubblicazione dell'annuncio civetta: "AAA sono una signora di 25 anni, bella, colta e delusa. Finora ho conosciuto soltanto mio marito. Prima di invecchiare vorrei conoscere segretamente altri uomini. Descrivere proprio aspetto e personalità". C'è quello che ci crede veramente e scrive: "In amore non sono un vuoto a perdere", quello che ci spera comunque ("Sperando almeno di avere una risposta sia positiva che negativa"), quello che si inventa personal trainer dell'amore ("Tu ti starai domandando chi sono, vero? Ma sì, sono l'uomo in cui va in cerca"), quello che fa promesse à la Rocco Siffredi ("Posso farle provare tutti i godimenti e i piaceri"), quello talmente emozionato da finire in confusione ("Ora descrivo la mia personalità: sono alto mt 1,70"). E ancora: quello che si mostra in tutta la sua avvenenza ("Il mio aspetto è simile a Michel Bosé"), quello capace di comprenderti davvero nel profondo ("Anchio come te ho tanta voglia di tradire mia moglie"), il sincero fin dall'inizio ("Più o meno colto, quasi bello, diciamo non brutto") e tante altre tipologie di uomini, ognuno con personalissimo marketing di conquista. Sono un uomo pulito dentro e fuori è la selezione delle più significative lettere realmente ricevute da Marco Fiori, il grafologo estensore dell'annuncio che qualche anno fa si pose l'obiettivo di individuare i tratti grafologici dell'amante clandestino. Il curatore si è ritrovato fra le mani un divertentissimo campionario delle strategie seduttive dell'italiano medio, che ha ben più di cinquanta sfumature quando si tratta di sedurre una donna.


www.librimondadori.it

venerdì 13 giugno 2014

Il confidente, di Hélène Grémillon

 

 La copertina del libro edito da Mondadori, 2014





 In arrivo il prossimo 17 giugno 2014: 

Tra le lettere di condoglianze per la morte della madre, a Camille ne arriva una molto più lunga delle altre, dal tono del tutto diverso. A firmarla è un certo Louis, ignoto narratore di una storia che sembra riguardarla. Tutto ha inizio nel 1939, quando la giovane Annie viene presa sotto l'ala protettrice di Madame M., una ricca signora che non può avere figli. Legata alla protettrice da un affetto profondo, Annie le offre se stessa: sarà lei a sostenere la gravidanza e a darle il figlio desiderato. Così il signor M., prima di partire per la guerra imminente, accetta di passare una notte con la ragazza, che resta incinta. Sotto il rombo dei bombardamenti, mentre il Paese viene occupato dai nazisti, Annie dà alla luce una bambina di cui Madame M. si impadronisce, allontanando Annie. Che però non rinuncerà mai ai suoi sentimenti di donna e di madre... Mentre Camille indaga per capire chi sia Louis e scoprire la verità, a poco a poco si chiariscono i misteri e le menzogne che hanno segnato quella vicenda, fino al colpo di scena finale con cui si chiude il romanzo di due amori impossibili e di quattro destini spezzati dalla guerra, di cui Camille è l'ignara superstite.


www.librimondadori.it

giovedì 12 giugno 2014

Il sogno di scrivere, di Roberto Cotroneo

 

 La copertina del libro edito da UTET, 2014




Da non perdere: 

C’è un desiderio che ci accomuna tutti, per i motivi più profondi e diversi: è l’irresistibile sogno di scrivere. Lo conosce bene Roberto Cotroneo, scrittore e critico letterario, che da vent’anni questo sogno lo legge nello sguardo dei suoi allievi dei corsi di scrittura creativa. Ma come nasce? E quali regole bisogna seguire, sempre che regole ci siano, se lo si vuole realizzare? In questo libro troverete una risposta. O meglio, un percorso possibile alla ricerca della propria voce (letteraria) più autentica e vera. Troverete la cassetta degli attrezzi di un autore che da anni si interroga sui processi creativi e sui percorsi della scrittura. Per Cotroneo tutto ha origine, come racconta nell’emozionante esordio di questo saggio che è quasi un romanzo autobiografico sulla creatività, in un intimo ricordo d’infanzia. Alcune pagine strappate da un quadernetto a righe e ricoperte di parole, scritte da bambino, armato di una bic blu, contro il giudizio del padre, su un luogo mai visto ma solo immaginato. Come gran parte dei luoghi letterari, del resto. Pagine mai più ritrovate, poi, negli anni, ma sempre inseguite, nella vita di scrittore e nel ricordo. Tra i molti consigli che troverete in queste pagine, dove le lezioni di Calvino, di Eco, di Kundera, si intrecciano con analogie impensate tratte dalla pittura di Rembrandt, Cotroneo ci insegna la cosa forse più importante. Che si scrive (anche) per vivere più a fondo. Che bisogna essere autentici se si vuole realizzare il proprio sogno di scrittura. Ma soprattutto che scrivere è forse l’unico modo per far germogliare nel mondo tutte le vite che potremmo vivere.



(www.utetlibri.it)

La seconda estate, di Cristina Cassar Scalia

La copertina del libro edito da Sperling & Kupfer, 2014




Nella mia vita ho deciso di fare il medico, ma ho scritto da quando ho imparato a tenere in mano la penna.
E ho letto, tanto. Prima o poi, questo l’ho sempre saputo, avrei avuto un mio romanzo da mettere nel cassetto, con la speranza, chissà… Quello che non sapevo è che un giorno avrei scoperto il Women’s Fiction Festival e la sua “Borsa del Libro”. E non sapevo nemmeno che, proprio lì, tra i sassi di Matera, un’editor di Sperling avrebbe mostrato interesse per quel romanzo che, infine, avevo scritto davvero.
Una villa abbandonata a Capri, un attore italiano degli anni ’60, uno spunto cinematografico… e la storia era venuta da sé. Ma La seconda estate non ha mai riposato  in nessun cassetto.
Da Matera non è più tornato indietro, ha intrapreso un viaggio che lo ha portato nel  luogo in cui ogni romanzo vorrebbe arrivare. I sogni si possono realizzare, sì. E se ve lo dice un’oculista con la passione per la penna, che da aspirante scrittrice, in meno  di un anno è diventata un’autrice pubblicata… beh, potete crederci!


www.sperling.it

mercoledì 11 giugno 2014

i libri consigliati da SV | Salento Vetrina

i libri consigliati da SV | Salento Vetrina

PRESENTAZIONE DEL LIBRO: Viaggio-avventura fra i pianeti del sogno, di Anna Bartiromo

 

La copertina del libro edito da Graus Editore, 2014




Un fantasy per raccontare la vita

Giovedì 12 giugno alle ore 17.00 presso l’Antisala dei Baronia al Maschio Angioino si presenta il libro di Anna Bartiromo, Viaggio fantastico fra i pianeti del sogno (Grauseditore). Intervengono Giovanni Ruggiero, Sindaco di Piano di Sorrento; Roberta Monfrecola, psicologa. Modera Alessia Cherillo

Tra realtà e fantasia il libro Viaggio fantastico fri pianeti del sogno,  affronta dei temi di fondo alla base del processo della vita. Ketty, durante un viaggio immaginario su pianeti del tutto sconosciuti, incontra realtà tanto diverse da arricchirla profondamente, sebbene sia soltanto un sogno. Accompagnata dalla sua inseparabile astronave virtuale “Fancy”, Ketty viaggia in spazi infiniti scoprendo il “decimo pianeta”. Il pianeta “Alfa”, custode di profonde verità che riguardano non solo le origini della vita ma anche quelle di tutto il cosmo.
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Non è agli esordi Anna Bartiromo che spazia tra temi di fondo e popolari. L’autrice è nata a Piano di Sorrento, dove vive e lavora. Docente di Lingua e Letteratura Inglese negli istituti superiori, è impegnata attivamente nel sociale. Traduttrice, interprete, giornalista pubblicista, collabora con vari quotidiani e riviste letterarie. Ha pubblicato libri di narrativa, poesia, saggistica, con i quali ha ottenuto insigni riconoscimenti. Si ricordano, in particolare, il Primo Premio assoluto al concorso “Giacomo Leopardi” a Torre del Greco; “Pensiere ‘e femmena” per la Campania; “Il Fauno d’Oro” a Contursi Terme; “Histonium” a Vasto. Con la Graus editore ha già pubblicato la raccolta di poesie Italia viaggio d’amore (2009); le raccolte di racconti: Il viaggio maledetto e altri racconti di mare (2007) e Alla via così – Racconti di mare (2010) e le favole ecologiche: Gocciolina sui sentieri del mondo (e altre favole ecologiche) (2012).
Per info: www.grauseditore.it

L'amore nel vento, di Katja Kettu

  

  La copertina del libro edito da Salani, 2014



Finlandia, 1944, il periodo che comincia a essere definito in Lapponia ‘Estate del terrore’: le truppe tedesche vengono spostate verso sud in seguito a una potente offensiva dei sovietici. La popolazione civile rimane priva di ogni difesa, in balia della furia degli uni e degli altri. Nel suo paese, rimasto sguarnito, ‘Lei’ è una levatrice, fa nascere i bambini, il suo mondo è fatto di sangue e vita, di erbe medicinali e acido fenico, di spasmi e grida di neonati. È una donna forte e fiera, selvaggia, appassionata, indomabile. Fino a che non arriva un tenente tedesco delle SS dagli stivali lucidissimi, che cambia la sua vita e la porta lontano dal suo villaggio in luoghi disperati, nei campi di prigionia dove il destino delle donne è peggiore di quello dei nemici, e dove vita e morte vengono distribuite casualmente da un fato cieco, feroce e assurdo, come gli uomini, abbrutiti dalla paura e dalla violenza, che reggono gli ultimi avamposti nazisti.
Un romanzo ambientato in una Finlandia inedita ma tristemente reale, martoriata dalla guerra e striata di sangue in cui si stagliano, come intagliati ferocemente nei ghiacci artici, protagonisti indimenticabili, sferzati e induriti dalla vita e dal vento gelido che ulula e che divora, ma forse, proprio per questo, di un’umanità lancinante.


Dicono del libro:
"Una storia tormentata e commovente, un libro magnetico che non si fa chiudere".
Alfio Caruso
"Un grande romanzo storico dalla scrittura potente, cruda e al tempo stesso tenera e appassionata. La magia di un sentimento irriducibile nonostante le avversità".
Helga Schneider


www.salani.it