"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

mercoledì 30 aprile 2014

Salone del libro Torino 2014: il nostro programma , di Redazione Il Libraio - Il libraio.it - Libri, autori e passioni letterarie

Salone del libro Torino 2014: il nostro programma , di Redazione Il Libraio - Il libraio.it - Libri, autori e passioni letterarie

L'apprendista eretico, di Ellis Peters

La copertina del libro edito da TEA Longanesi, 2014




Dall'8 maggio in libreria questa nuova pubblicazione che ha l'eco di una storia molto interessante, misteriosa, dal carattere esoterico:  


Fervono i preparativi all'abbazia benedettina di Shrewsbury per la festa in onore di Santa Winifred. Ma l'atmosfera di esultanza è presto smorzata dall'arrivo di due pellegrini: il primo è l'altezzoso Gerbert, canonico agostiniano di Canterbury; il secondo è... un cadavere. Il pio mercante William di Lythwood, infatti, in punto di morte ha scongiurato il suo apprendista-segretario di essere ricondotto a Shrewsbury per avere degna sepoltura. E la sua volontà sarebbe esaudita se non vi si opponesse il canonico. E a rendere le acque ancora più torbide sarà un prezioso scrigno, destinato in dote dal mercante alla figlia adottiva. Fratello Cadfael, chiamato a indagare, scoprirà che la scatola contiene qualcosa capace di scatenare un intrigo sanguinoso che coinvolgerà anche i miti monaci dell'abbazia di Shrewsbury. 
 
 
(www.tealibri.it)

evidenzia LIBRI: Il carico della formica, di Demetrio Verbaro, Lettere Animate 2013. Intervento di Alessandra Peluso







evidenzia LIBRI: Il carico della formica, di Demetrio Verbaro, Lettere Animate 2013. Intervento di Alessandra Peluso

martedì 29 aprile 2014

Dammi un'altra possibilità, di Monica Murphy




La copertina del libro edito da Newton Compton Editori, 2014 




 
 
Nella librerie italiane dal 15 maggio:
 
Ai primi posti delle classifiche americane
One Week Girlfriend Series

 Drew ha rotto con Fable, l’unica ragazza che abbia davvero amato. Nonostante lei lo abbia implorato di non farlo, l’ha abbandonata con un enigmatico messaggio ed è fuggito via, chiudendosi al mondo, rintanandosi nella sua solitudine e nella sua tristezza. Fable vuole dimenticare il ragazzo bellissimo e problematico che le ha spezzato il cuore. La vita va avanti, e lei deve pensare a se stessa e al suo amato fratellino. Ma quando un giorno per caso si incontreranno di nuovo, basterà uno sguardo per capire che non possono vivere l’uno senza l’altro, e che il loro amore merita un’altra possibilità, perché è destinato a durare per sempre…
Dall’autrice bestseller del New York Times e USA Today, la nuova serie che ha fatto impazzire l’America e l’Italia.
 
«Un romanzo dolce e sensuale che vi appassionerà fin dalla prima pagina».

«Preparatevi. Sarà una lettura sensazionale».

«Un libro semplicemente perfetto, che fermerà il tempo».

«In questo romanzo c’è tutto: dramma, sesso, personaggi complessi e affascinanti. Appassionante».

«Monica Murphy vi trascinerà in questa splendida storia e non vi lascerà più andare».

«Bellissimo, non vedo l’ora di leggere il seguito!».
 
 

lunedì 28 aprile 2014

I giardini dei dissidenti, di Jonathan Lethem

La copertina del libro edito da Bompiani, 2014  






Due donne straordinarie: Rose Zimmer, conosciuta da tutti come la Regina Rossa di Sunnyside, nei Queens, è una comunista irriducibile, che s’impone a tutti, vicini, famigliari e membri del partito con l’intransigenza della sua personalità e l’assolutismo delle sue convinzioni. E sua figlia, Miriam, precoce e determinata, lei pure imbevuta di sogni utopici e col desiderio spasmodico di sfuggire all’influenza di Rose per abbracciare la controcultura del Greenwich Village. Sono donne che stregano gli uomini della loro vita. Imperfetti e romantici, i personaggi di Lethem si perdono dietro ai loro ideali improbabili in un’America in cui il radicalismo è sempre visto con sospetto, aperta ostilità o indifferenza. La storia statunitense di più di mezzo secolo (dal comunismo da salotto degli anni Trenta fino alla nascita di Occupy Wall Street) scorre tumultuosa nelle pagine di Lethem, in un intreccio inestricabile di privato e pubblico, di desiderio e senso del dovere. Un romanzo d’amore. Un romanzo sulla famiglia. Tutto questo e ancora di più si racchiude armonicamente nei Giardini dei dissidenti, l’atteso, straordinario ritorno al romanzo di uno dei più grandi scrittori americani.
 
 

L'invincibile estate, di Albert Camus

La copertina del libro edito da Mimesis, 2014




Fatta dall’uomo, la storia si mostra con il volto dell’ineluttabile. Novella Edipo, la civiltà contemporanea accetta la sfida e si rivolta contro il destino. Invincibile ritorna l’estate che, da sempre, ridiscende nel cuore dell’uomo.

Matteo De Cesare, docente di storia e filosofia nei Licei, collabora alle riviste «Epistemologia e didattica» e «Cenerentola». Insieme al regista e critico cinematografico, Michele Schiavino, ed al giornalista de il Manifesto, Michele Fumagallo, ha scritto Il corpo nella lotta, documento di letteratura civile e politicamente impegnata, che ricorda la figura di un sindacalista comunista, assassinato in terra di camorra. Ha anche collaborato ad una raccolta di testi poetici, curata dall’acquarellista Enzo Bianco. Il titolo è Il nostro nulla quotidiano, l’oggetto, il tema dell’indifferenza fra gli uomini.
 
 

domenica 27 aprile 2014

Il battito delle sue ali, di Paul Hoffman

La copertina del libro edito da Editrice Nord, 2014




Dicono che sia un condottiero spietato e infallibile. Dicono che abbia mandato al massacro centinaia di soldati soltanto come monito per il resto dell'esercito. Dicono che al suo passaggio non restino altro che morte e distruzione.
Ma tutto ciò appartiene al passato. Thomas Cale infatti è gravemente malato: il suo corpo è ormai allo stremo e anche la sua mente ha perso la lucidità di un tempo. In pochissimi sono a conoscenza di questo segreto, e l’unico modo per nasconderlo agli occhi dei nemici è portare Cale al sicuro, presso il Priorato dell'isola di Cipro. Eppure, nell’ombra, due sicari sono già sulle sue tracce. Sono stati mandati dal Pontefice Bosco, l’uomo che per dieci anni ha addestrato Cale nel Santuario dei Redentori perché diventasse la Mano Sinistra di Dio e, un giorno, distruggesse l'errore più grande commesso dall'Onnipotente: l'uomo. Invece, non appena ne ha avuto l’occasione, Cale lo ha tradito, rivelandosi un fallimento.
Il Pontefice Bosco però si sbaglia.
Sebbene la sua fine sia vicina, Cale è sempre la Mano Sinistra di Dio.
È l'Angelo della Morte.
E presto i Redentori sentiranno il battito delle sue ali riecheggiare tra le mura del Santuario…


Dicono del libro:
"Un lavoro sospeso tra realtà e fantasia,
mistero e suspense, bene e male".
Il Sole-24 Ore


"Un buon libro si riconosce dal potere che ha
di farci dimenticare di essere qui, con un libro in mano.
È il caso de La mano sinistra di Dio".
La Stampa


 (www.editricenord.it)

“Qualcosa c'inventeremo”, la storia di due adolescenti che hanno da insegnare molto agli adulti - Affaritaliani.it

“Qualcosa c'inventeremo”, la storia di due adolescenti che hanno da insegnare molto agli adulti - Affaritaliani.it

sabato 26 aprile 2014

Il mondo di Anna, di Jostein Gaarder

La copertina del libro edito da Longanesi
 
 
 
 
Anna è una ragazzina strana, animata da un amore profondo per la natura e dotata di una fervida immaginazione che talvolta la confina in un mondo tutto suo. Nel piccolo villaggio della Norvegia dove vive, cerca di figurarsi il proprio futuro e subito scorge il sinistro profilo della catastrofe ambientale che minaccia la Terra. Non sono gli studi, gli svaghi e i primi innamoramenti a riempire le sue giornate, ma la preoccupazione ossessiva per il destino incerto di alcune specie animali.
Anna è una ragazzina davvero strana, eppure lo psicologo che la segue non fa che ammirare l’impegno e il senso di responsabilità di un’adolescente dall’intelligenza non comune. Ma all’alba del suo sedicesimo compleanno, Anna fa strani sogni ricorrenti: sogna un futuro dove tutto è perduto, dove gli effetti devastanti della mano dell’uomo sulla natura sono drammaticamente evidenti. Sente allora che deve fare qualcosa, e deve farlo adesso. Non è al comando di una superpotenza o di una grande multinazionale, eppure il piano che sta per concepire, insieme a un amico che come lei non ha paura di osare, potrebbe cambiare per sempre il destino del pianeta.
Dopo Il mondo di Sofia, Jostein Gaarder ci consegna un romanzo che con la grazia e la semplicità delle favole non ci parla solo di temi ecologici ma ci permette di considerare il nostro posto nel mondo in una prospettiva sorprendentemente nuova.
 
 

Correre è una filosofia, di Gaia De Pascale

 
La copertina del libro edito da Ponte Alle Grazie
 
 
 
 
 
Dal 30 aprile 2014 in libreria:
 
Correre rende felici». Si potrebbe riassumere così l’affascinante percorso che Gaia De Pascale traccia in queste pagine: unica fra tutte le discipline sportive, la corsa è una filosofia di vita, e insieme metafora stessa del vivere. Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l’infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere, sfoga emozioni e tensioni sopite da troppo tempo, supera le barriere che la vita gli ha imposto. In una parola, correre è sinonimo di libertà, oltre i vincoli sociali, culturali, oltre le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva.
Ecco quindi una ricchissima carrellata di figure, ognuna emblema di tale pulsione, dal mito greco ai conflitti sociali del Novecento, dalla savana africana ad Alice nel Paese del Meraviglie, dagli scatti brucianti dei velocisti alle imprese titaniche degli ultrarunner, fra cui spicca il leggendario Marco Olmo. Le storie raccolte in questo libro sono tante e diversissime fra loro, lontane nello spazio e nel tempo della storia, ma non è difficile riconoscerne un centro comune. Quando si tratta di correre, agonismo e competizione non contano più di tanto: l’obiettivo non è sconfiggere l’avversario o inanellare l’ennesimo record, ma arrivare in fondo, raggiungere il traguardo, vincere la sfida che prima di tutto affrontiamo con noi stessi, le paure, le prove durissime di cui il destino ha costellato la nostra strada. Correre è persino una forma di follia, ma di «follia sana, una follia che è salvezza». E la proverbiale «solitudine del maratoneta» non è mai una cella, ma la libertà più pura, la vittoria più profonda, la capacità di arrivare al fondo di noi stessi, di pensare l’impensabile. Quando si corre ci si dimentica della fatica, del dolore, del respiro che sembra mancare a ogni passo. Ci si dimentica perfino di correre: «Forse il segreto è tutto qui. Correre come si sogna».
 
 
 
 

venerdì 25 aprile 2014

La fragile costellazione della vita, di Anthony Marra

La copertina del libro edito da Piemme, 2014.
 
 
 
 
 
 
La vita non è mai una linea retta. E la sua era un’orbita irregolare attorno a una stella oscura, una falena che girava attorno a una lampadina fulminata, alla ricerca della luce che aveva racchiuso.
Un uomo e una bambina fuggono nei boschi; alle loro spalle, una casa in fiamme, distrutta dai soldati russi che hanno arrestato il padre della bambina e che ora stanno cercando anche lei. L’uomo si chiama Achmed: medico (incompetente) di professione, artista (mancato) per vocazione, nella vita ha sbagliato tutto, ma ora non può fallire, deve salvare la piccola Havaa, figlia di colui che un tempo era il suo migliore amico.
È pronto a rischiare la vita pur di portarla in città, è disposto a tutto pur di chiedere aiuto a una donna di cui conosce soltanto il nome: Sonja. Lei fa il chirurgo, e ha abbandonato una brillante carriera a Londra per tornare in Cecenia a cercare la sorella scomparsa. Insieme a un’unica infermiera, gestisce ciò che resta dell’ospedale della città, dove è più facile procurarsi munizioni che garze, le suture si fanno con il filo interdentale, e due soli reparti sono ancora in funzione: maternità e traumatologia. Perché la vita, dopo anni di guerra, ormai è semplice, essenziale: si nasce, si muore.
Grazie ad Havaa, nel corso di cinque giorni cruciali, Achmed e Sonja scopriranno gli intrecci invisibili che legano da sempre le loro strade. Perché Havaa è la forza che attrae i destini in un’unica orbita. È un vento che riporta il desiderio di speranze e passioni dimenticate. È l’anello che chiude il cerchio e fa sì che tutto possa continuare. Si nasce, si muore; la vita rinasce.
(www.edizpiemme.it)

I sette nodi del destino, di Stefania Amodeo

La copertina del libro edito da Editori Riuniti, 2014.
 
 
 
 
Cosa faresti se all’improvviso scoprissi un romanzo che parla di te? E se, leggendolo, riuscissi a dare un significato diverso a ciò che hai vissuto e a scorgere nuove prospettive per il tuo futuro? È quello che accade ad Alexandra Marshall, fotografa naturalista dallo straordinario talento, quando scopre l’esistenza di un libro che racconta di lei e di Robert Sander, l’affascinante scrittore con cui, quindici anni prima, ha condiviso un avventuroso viaggio in Sudafrica. Insieme, ai confini del mondo, per realizzare il reportage che ha fatto vincere alla rivista per cui lavoravano il più prestigioso premio del settore. Ormai moglie del parroco di Midland, rassegnata ad assecondare le aspettative della famiglia e dell’ottusa comunità del piccolo paese del Wyoming, Alex ha abbandonato il suo lavoro e ha messo da parte i suoi sogni. Ma è proprio quel libro a rivelarle che sulla sua vita era stata pronunciata una profezia: la nonna del suo compagno di viaggio, indiana nativa della tribù dei Seminole, aveva predetto i sette nodi del destino che Alex e Robert avrebbero incontrato nel loro cammino. Sta ad Alex decidere se mettere un punto al libro o continuare la sua storia. Se trovare il coraggio di liberarsi dai condizionamenti sociali e superare i propri limiti, per vivere finalmente quell’istante magico che la vita ha in serbo per ognuno di noi se non abbiamo paura di coglierlo.
 
 



giovedì 24 aprile 2014

Il tempo della vita, di Marcos Giralt Torrente. Traduzione di Pierpaolo Marchetti. Intervento di Alessandra Peluso.

La copertina del libro edito da Elliot Edizioni, 2014






Novità in libreria che consiglio vivamente di leggere: 

È da tempo che non mi commuovevo leggendo un libro, e “Il tempo della vita” di Marcos Giralt Torrente è stracolmo di sentimenti che rendono vitale e ricco di emozioni il libro.
Non sembra in realtà tale, non appare semplicemente un libro, ma si vede e si vive la vita “vis a vis” con il lettore ed è sorprendente.
Pagina dopo pagina si ha la percezione dell’esistenza e dell’importanza del tempo, si avverte il senso del contatto umano, del rapporto tra padre e figlio raccontato in modo a dir poco sublime dall’autore.
Marcos Giralt Torrente è stato considerato uno dei migliori scrittori non solo spagnoli ma internazionali, la storia di “Il tempo della vita” è stata recensita da autorevoli giornali spagnoli come eccezionale, autentico, coraggioso, un vero e proprio tributo d’amore. Aggettivi che reputo appropriati e condivisibili dopo averlo letto.
È un’intensissima narrazione, una testimonianza che lo scrittore vuole lasciare a se stesso e a chi si accosterà a leggerla. È il rapporto di Marcos e del padre malato di tumore, un artista, un uomo di grande temperamento, amante della vita, delle donne, e soprattutto della pittura. Un padre che nell’infanzia “era stato un punto di riferimento più quotidiano di quanto mi avrebbero lasciato intravedere alcune epoche sulle quali ho costruito il modello del nostro passato comune. Magari solo perché lavorava in casa, la sua presenza deve essere stata più costante di quella di mia madre che era sempre fuori”. (p. 19).
Non c’è rancore, almeno non emerge, non ci sono accuse ma solo e soltanto il tempo prezioso da affrontare, da salvaguardare della vita, i ricordi che scivolano dolcemente come miele, ma bruciano come ferite profonde; e si sente, si percepisce il dolore, la grandezza e la miseria umana.
Ogni pagina è un turbinio di emozioni.
È una confessione, rivelazione di un rapporto stupendo che padre e figlio riprendono, di un figlio esemplare che conduce individualmente non solo la malattia del padre, affrontando tutto ciò che ne consegue, ma è ammirevole il modo in cui riesce a tessere le fila con la madre e la sua moglie e futura famiglia.
“Il tempo della vita” è persino un modello, un punto di riferimento, un esempio su come si possono affrontare gli accadimenti, dimostrando forza e coraggio e soprattutto amore.
Eh si, è l’amore che vince e non inganna mai. Il peggio, il dolore, il lutto si accetta: «Il peggio non avverte ma neanche inganna. Quando si presenta, cerchiamo di non vederlo, ma in fondo sappiamo che è arrivato, che è lì, e che tutto ciò che faremo per sfuggire servirà solo per accettarlo». (p. 96).
È sbalorditivo quando si legge: «Non mi fermo in periferia, lo accompagno fino al centro stesso del dolore».
Chi riuscirebbe a farlo? È una completa devozione del figlio nei confronti di un padre che non chiede, ma ha disperatamente bisogno di lui.
Non è solo un viaggio esistenziale “Il tempo della vita” di Marcos Giralt Torrente, si viaggia e si conoscono continuamente nuovi luoghi come il Brasile, Kenya, Madrid, Barcellona, Toscana, Berlino, si assapora la bellezza, l’arte, la passione per il proprio lavoro, insomma la vita che scorre e che qualcuno se ne prende cura, la vive intensamente istante dopo istante, giorno dopo giorno.
È un libro sulla vita che Marcos Giralt Torrente racconta meravigliosamente, non si preoccupa di utilizzare orpelli o artifici stilistici, ma si occupa semplicemente di raccontare la vita forse la sua, forse quella di molti altri lettori in modo verace e onesto innanzitutto con se stesso.

(di Alessandra Peluso, in http://www.alessandrapeluso.wordpress.com)

Una storia immortale di Leonardo Sonetti

La copertina del libro edito da Italiq Pequod





Nel fantomatico Istituto di Salvezza Integrale fondato da Lukas e Rahel Hauser, Benvenuta, figlia di Sebastiano Nigro, è scomparsa venticinque anni fa senza lasciar traccia. Il padre, ormai anziano e ostile a tutto, ancora in cerca di vendetta, incrocia Blanička, giovane ragazza dell’est, in una Roma del prossimo futuro. L’infelicità, tratto comune ai due, li unisce e li separa: oscura quella dell’anziano professore, luminosa quella della ragazza. Intanto le ostilità tra l’Istituto e i Servizi, tra gli ambienti vicini al Vaticano e alcuni gruppi eversivi, subiscono un’accelerazione improvvisa il giorno in cui gli Hauser, dopo un periodo di detenzione in Svizzera, si accingono a tornare in Italia. Nigro, in accordo con i settori più tradizionalisti dell’informazione e del Vaticano, si muove sulle loro tracce insieme alla ragazza che, contrariamente alle convinzioni dell’uomo, non ha mai creduto al potere della sua vendetta. Ed è in un crescendo di rivelazioni sugli avvenimenti accaduti venticinque anni prima, mentre elezioni politiche di straordinaria importanza si avvicinano annunciando un cambiamento nelle sorti del paese, che i due, seguendo le tracce degli Hauser, partecipano al precipitare degli eventi fino all’esito finale.
 
Leonardo Bonetti è nato a Roma nel 1963. Per Marietti ha pubblicato i romanzi Racconto d’inverno (Premio Nabokov 2009), Racconto di primavera (Premio Carver 2011) e Racconto d’estate (2012). Il suo A libro chiuso, volume di meditazioni a margine in prosa poetica (Sigismundus, 2012), ha vinto la XXVI edizione del Premio Lorenzo Montano.


(in  http://www.italicpequod.it)

mercoledì 23 aprile 2014

Le metamorfosi, di Roberto Mussapi


La copertina del libro edito da Salani Editore





 
Roberto Mussapi e Mimmo Paladino sono entrati dentro Le Metamorfosi: hanno preso le Storie e le hanno allungate, accorciate, stese e tirate, le hanno ‘impastate’ e ‘rimodellate’. Con la forza della Poesia e del Disegno, ispirati dagli dei invocati dallo stesso Ovidio, aiutano il canto delle origini del mondo ad arrivare fino ai nostri giorni.
Le Metamorfosi sono uno dei più importanti componimenti della letteratura latina e, forse, la più grande narrazione di miti mai scritta. Tutti gli episodi hanno come origine una delle cinque grandi forze motrici del mondo antico: Amore, Ira, Invidia, Paura e Sete di conoscenza. Un libro unico, una grande storia magistralmente ri-raccontata da due grandi artisti perché continui a vivere e arricchirsi nel tempo.
 
 

LietoColle – romaparolapoesia

LietoColle – romaparolapoesia

Polvere, di Francesco Mastinu

La copertina del libro edito da Runa Editrice




Per la giornata del  libro propongo "Polvere":

Ci sono dei ricordi che rimangono stampati in modo indelebile nel cuore, marchiandone a fuoco tutti i battiti.
Anche dopo tanti anni e anche dopo essere stati sepolti dalla polvere del tempo trascorso.
Con questa certezza, il vecchio Rino, inizia a esporre la sua storia: un racconto lungo, fatto di veglia e di sonno, in cui parla del primo amore, impronunciabile, per il suo compaesano Bustianu. All’ombra del monte Supranu, custode terribile e immoto del paese di Ossure, sboccia la loro relazione, anche se non sarebbe mai dovuto succedere.
In un’epoca controversa, dal secondo dopoguerra ai ruggenti anni ottanta, in cui la società sarda ha subito quella brusca virata che segna il passaggio dalla vita rurale a quella moderna, i due uomini compiranno scelte difficili, dettate dal rimpianto e dal senso della morale che li opprime, senza riuscire mai a scordare la natura del loro legame, anche quando saranno tanto lontani da non riuscire a intravedere i confini dei loro sentimenti.
Una storia delicata, dal sapore antico ma nel contempo attuale, destinata a rimanere impressa per sempre nell’animo di chi riuscirà a leggerla, lasciandosene coinvolgere senza pregiudizi.


(www.runaeditrice.it)


martedì 22 aprile 2014

Adozione e bambini senza famiglia, di Francesco Santanera

La copertina del libro edito da Manni, 2013





Gli articoli di Santanera qui raccolti ben esprimono la nascita di una nuova cultura, fino alla riforma di legge del 1983 quasi del tutto assente in Italia, “dalla parte dei minori”. Una testimonianza preziosa, ma pure una notevolissima capacità di intervento e di incidenza sulla crescita di tale cultura, per lungo tempo rifiutata ed osteggiata. E significativi appaiono i riferimenti alle difficoltà di elaborare una nuova disciplina sull’adozione legittimante di minori, al lungo ed accidentato iter parlamentare e alle problematiche interpretative del primo periodo di vigenza della legge. È importante conoscere la “storia” dell’adozione e la nascita di una cultura militante in opposizione ad ogni forma di emarginazione, soprattutto per comprendere meglio la realtà dell’oggi, in funzione delle battaglie di oggi e di domani.

Massimo Dogliotti
 
La forza più potente dell’Anfaa si è manifestata a livello culturale, anzitutto come stile: la sua attività si è svolta fin da subito e continua a svolgersi a esclusivo titolo di volontariato. Un volontariato passato dall’ambito dell’erogazione di servizi assistenziali all’ambito della promozione dei diritti. Prima il manipolo dei fondatori e poi a seguire i soci, si sono impegnati per rendere consapevole l’opinione pubblica, coinvolgendo personalità politiche, esponenti della cultura, dell’informazione, della Chiesa. Si trattava non solo di rendere effettivi i diritti dei bambini affermati dalle dichiarazioni e dai documenti internazionali, ma di concretizzare prioritariamente quello fondamentale: il diritto a vivere.

Maria Teresa Pedrocco Biancardi
 
 
(www.mannieditori.it)

Saper aspettare, di Fabio Paglieri

La copertina del libro edito da Il Mulino






Saper aspettare è una virtù. Ce lo sentiamo ripetere spesso: «Devi portare pazienza!», «Non essere impulsivo!», «Non avere fretta!». Perché è così importante saper aspettare? Come mai è così difficile farlo? Quali sono i costi e le sofferenze dell’attesa? Ma a volte aspettare diventa un vizio, quando cincischiamo e perdiamo tempo. La pigrizia, però, si può vincere: l’uso strategico delle scadenze - anche di quelle più insidiose - può, ad esempio, aiutarci a tenere fede agli impegni. La doppia faccia dell’attesa, vera e propria chiave di volta per pianificare il tempo e raggiungere i nostri obiettivi.

Fabio Paglieri è ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr di Roma. Per il Mulino dirige la rivista «Sistemi intelligenti».



(www.mulino.it)

Presentazione di “I giorni della festa”, di Pietro Sisto, Progedit 2014. | alessandrapeluso

Presentazione di “I giorni della festa”, di Pietro Sisto, Progedit 2014. | alessandrapeluso

lunedì 21 aprile 2014

A lezione di felicità da Aristotele, di Damien Clerget-Gurnaud


La copertina del libro edito da Vallardi






Un libro di filosofia per tutti:

Questo libro di filosofia è per tutti ed è diverso dagli altri, perché non si occupa solo di capire chi siamo o di definire che cosa sia la verità; si concentra principalmente sulle possibili applicazioni pratiche di un grande insegnamento filosofico.
Tutti abbiamo la sensazione di possedere potenzialità che non sviluppiamo, ricchezze che non riusciamo a rivelare, e tutti potremmo invece trasformare la nostra vita in qualcosa che ci assomigli e di cui andare fieri.
A lezioni di felicità da Aristotele ci offre gli strumenti per imparare a modificare il nostro approccio alla vita e, di conseguenza, le nostre azioni nel quotidiano. E invita anche a non essere passivi: dobbiamo darci da fare per mettere in discussione la nostra esperienza! Per questo l'autore propone esercizi pratici e spunti di riflessione sulle «questioni vitali», per stimolarci e indicarci come portare dentro alle nostre vite gli insegnamenti senza tempo del grandissimo filosofo.
Se siamo pronti ad accogliere un nuovo modo di pensare e di vivere, la saggezza di Aristotele ci regalerà uno sguardo diverso sulla vita e ci aiuterà a trasformare le nostre azioni.


Damien Clerget-Gurnaud, docente di filosofia a Tours, è anche giornalista e divulgatore della disciplina sui vari media. Ha scritto questo libro su un progetto di Balthasar Thomass, responsabile di una collana di filosofia pratica che ha riscosso in Francia un grande successo.


(www.vallardi.it)

La saggezza del tao, di W. Dyer Wayne

La copertina del libro edito da Corbaccio, 2014






Vi preannuncio una sorpresa, dall'8 maggio in libreria un libro che regalerà "pace" al nostro spirito:

Mezzo millennio prima di Cristo, una delle figure più grandi della filosofia cinese, Laozi, dettò gli 81 versi del Tao Te Ching, base del taoismo. Quel testo rappresenta la Via o il Sentiero da seguire per condurre un'esistenza equilibrata, spirituale, morale e volta al bene. In questo libro Dyer ha scritto un breve saggio per ognuno degli 81 versi su come applicare questi messaggi di antica saggezza alla vita moderna di tutti i giorni. Un libro da leggere con calma, un capitolo al giorno, per farsi pervadere dai suoi insegnamenti. E alla fine trovarsi a vedere la propria vita e il mondo che ci circonda in modo diverso e sentire dentro di sé un gran senso di pace. 



(www.corbaccio.it)

sabato 19 aprile 2014

BUONA PASQUA 2014! | alessandrapeluso







BUONA PASQUA 2014! | alessandrapeluso

Un'idea di felicità, di Luis Sepùlveda e Carlo Petrini

La copertina del libro Guanda Editore, 2014







La felicità è ancora di questo mondo? In un’epoca frettolosa e spesso cupa, dai ritmi di vita e di lavoro innaturali, dov’è finito il tempo per la vita, per la persona, per la condivisione? C’è ancora, è la risposta di Luis Sepúlveda e Carlo Petrini, purché sappiamo trovarlo, rubando ai nostri giorni frenetici lo spazio per far germogliare un seme, per scambiarci un aneddoto spezzando il pane, o per fare la nostra parte nella battaglia per un mondo più sostenibile e generoso. Dall’Amazzonia al cuore dell’Africa, dall’esperienza amara dell’esilio all’abbraccio collettivo di Terra Madre, ricordi e pensieri di due autori d’eccezione si intrecciano in una conversazione che attraversa attualità e letteratura, gastronomia e politica, difesa della natura e della tradizione. Tra incontri e racconti, storie di grandi leader e di piccoli eroi del quotidiano, Petrini e Sepúlveda ci guidano alla ricerca di quel diritto al piacere che è oggi il più rivoluzionario, democratico, umano degli obiettivi. Con la lentezza e la saggezza della lumaca, però. Perché anche noi possiamo smettere di correre verso una destinazione ignota, e ricominciare pienamente a esistere.
Da Slow Food a Terra Madre.
Da Il vecchio che leggeva romanzi d'amore a Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza, questo libro è il punto di arrivo di due personalità che hanno a lungo riflettuto sul destino della Terra, degli uomini, sull'importanza dell'ecologia, sul lungo tragitto di diseguaglianza tracciato dal capitalismo e dalla finanza internazionale.
Il risultato è un libro necessario per chiunque non abbia ancora perso la speranza di credere in un mondo migliore.


(www.guanda.it)

Onestà, di Francesca Rigotti

La copertina del libro edito da Raffaello Cortina libri





L’onestà è una cosa troppo seria per lasciarla in mano a politici e amministratori non sempre educati ai temi etici. Peraltro, il concetto di onestà non si limita al significato economico che definisce onesto chi non ruba, non froda e non corrompe, ma è molto più articolato. Obiettivo di questo libro è restituire un po’ della ricchezza di sensi del sostantivo onestà, dell’aggettivo onesto e dell’avverbio onestamente, dal punto di vista storico come da quello concettuale.
Scopriremo che onestà ha a che fare con intenzioni, motivi e disposizioni del carattere e del comportamento di una persona. Ma è importante possedere tali tratti del carattere e dimostrarli nel comportamento? È rilevante che una persona sia onesta? Potrebbe essere più significativo che sia compassionevole o generosa. E che cos’è davvero l’onestà? È una virtù? E l’onestà delle donne è diversa da quella degli uomini?
A tali domande risponde l’autrice. Se poi le risposte serviranno anche a farci diventare più onesti, è tutto da vedere. - See more at: http://www.raffaellocortina.it/onest%C3%A0#sthash.mkb1XoET.dpuf
L’onestà è una cosa troppo seria per lasciarla in mano a politici e amministratori non sempre educati ai temi etici. Peraltro, il concetto di onestà non si limita al significato economico che definisce onesto chi non ruba, non froda e non corrompe, ma è molto più articolato. Obiettivo di questo libro è restituire un po’ della ricchezza di sensi del sostantivo onestà, dell’aggettivo onesto e dell’avverbio onestamente, dal punto di vista storico come da quello concettuale.
Scopriremo che onestà ha a che fare con intenzioni, motivi e disposizioni del carattere e del comportamento di una persona. Ma è importante possedere tali tratti del carattere e dimostrarli nel comportamento? È rilevante che una persona sia onesta? Potrebbe essere più significativo che sia compassionevole o generosa. E che cos’è davvero l’onestà? È una virtù? E l’onestà delle donne è diversa da quella degli uomini?
A tali domande risponde l’autrice. Se poi le risposte serviranno anche a farci diventare più onesti, è tutto da vedere.



 (http://www.raffaellocortina.it)

L’onestà è una cosa troppo seria per lasciarla in mano a politici e amministratori non sempre educati ai temi etici. Peraltro, il concetto di onestà non si limita al significato economico che definisce onesto chi non ruba, non froda e non corrompe, ma è molto più articolato. Obiettivo di questo libro è restituire un po’ della ricchezza di sensi del sostantivo onestà, dell’aggettivo onesto e dell’avverbio onestamente, dal punto di vista storico come da quello concettuale.
Scopriremo che onestà ha a che fare con intenzioni, motivi e disposizioni del carattere e del comportamento di una persona. Ma è importante possedere tali tratti del carattere e dimostrarli nel comportamento? È rilevante che una persona sia onesta? Potrebbe essere più significativo che sia compassionevole o generosa. E che cos’è davvero l’onestà? È una virtù? E l’onestà delle donne è diversa da quella degli uomini?
A tali domande risponde l’autrice. Se poi le risposte serviranno anche a farci diventare più onesti, è tutto da vedere. - See more at: http://www.raffaellocortina.it/onest%C3%A0#sthash.mkb1XoET.dpuf
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venerdì 18 aprile 2014

Un'idea di destino, di Tiziano Terzani

La copertina del libro edito da Longanesi
 
 
 
 
 
Un libro affascinante pubblicato da Longanesi:
 
«Cosa fa della vita che abbiamo un’avventura felice?» si chiede Tiziano Terzani in questa eccezionale opera inedita, che racconta con la consueta potenza riflessiva l’esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. In un continuo e appassionato procedere dalla Storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il Terzani uomo, il padre, il marito: una persona curiosa e straordinariamente vitale, incline più alle domande che alle facili risposte. Scopriamo così che l’espulsione dalla Cina per «crimini controrivoluzionari », l’esperienza deludente della società giapponese, il passaggio professionale dalla Repubblica al Corriere della Sera, i viaggi in Thailandia, URSS, Indocina, Asia centrale, India, Pakistan non furono soltanto all’origine delle grandi opere che tutti ricordiamo.
Furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare «la belva oscura» della depressione. E proprio attraverso questo continuo interrogarsi («tutto è già stato detto, eppure tutto è da ridire»), Terzani maturava una nuova consapevolezza di sé, affidata a pagine più intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall’autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia Saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c’è più e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma.
 
 

Le navi blu di Pietro Secchi, LietoColle. Lettura di Alessandra Peluso.


La copertina del libro edito da LietoColle  





Poesia:

Si danza a suon di metafore navigando da una sponda all’altra dell’esistenza in “Le navi blu” di Pietro Secchi, osservando il blu del mare per non rischiare di perdere la bussola.
Si consuma un viaggio di andata dove «un poeta offre il suo volto. / Che cosa ancora? Un’onda / su un deserto nudo» (p. 14), sarà Secchi che tenta di mostrarsi e capire la sua identità dietro la celata maschera del poeta. Onda dopo onda il lettore si lascia trasportare delicatamente, con movimenti lenti si adagia sul verso, a volte invece riceve scossoni, colpito da un’onda maldestra, sarà l’“onda dell’oscurità” o il “vortice delle lacrime”.
Ardito il linguaggio dietro ogni verso si cela un mondo quello intimo dell’autore e quello osservato all’esterno al di là dell’orizzonte, dalla vanità della terra che da qualche parte potrebbe essere raggiunta. C’è un grido di dolore, di voglia di cambiamento se pur nascosto tra la spuma del mare e si legge: «Basta con questo! Basta! / Chiediti dove siano / gli uccelli del nostro orgoglio. / Sono le tombe del dolore di Dio. / Senza ragione e vere / come le rose nere». (p. 16).
Ricerca un Dio, quel Dio che forse dovrebbe guidarlo verso un porto sicuro sul quale ormeggiare o sarà una donna divina cercata spesso nel viaggio dell’esistenza ad aiutarlo a sbrogliare l’intricato abisso, nel quale si rischia di finire se non compaiono le giuste coordinate. E le coordinate della poesia le possiede tutte Pietro Secchi che dimostra padronanza di espressione motivata dall’orgoglio dell’esistenza nella quale la sua poesia verte.
Si viaggia con “Le navi blu” ed è un sublime piacere, tralasciando la paura che spesso fronteggia e limita l’andare.
Nella silloge si ravvisa la poesia di Claudia Ruggeri, compaiono infatti versi ricercati nei quali si intravedono cose semplici, la natura ad esempio, ed un sentire forte e vibrante che mira a staccarsi dalla realtà per poi cadere nel quotidiano vivere.
Tuttavia come in ogni viaggio c’è un’andata ed un ritorno ed è qui che il poeta sembra smarrirsi nella luna, nel bosco, nella “comica dell’infinito”, anela la speranza di essere riuscito a godere di un attraversamento dell’anima, tentando di portar con sé esperienza e fede verso Dio. È un ritorno solitario, appare come «Un canto della solitudine / delle galassie. / Il filo d’erba del mattino / misura lo stupore dell’origine». (p. 20).
Quante navi blu solcano le onde cavalcando il destino, chissà quali sorti toccheranno a viaggiatori audaci o temerari, chissà se la fede sarà così intensa da riuscire ad arrivare lontani e se la coscienza dell’anima avrà percorso l’intero viaggio esistenziale il mare le sarà senza dubbio riconoscente, come una donna orgogliosa del suo uomo dopo aver raggiunto l’obiettivo prefissato.
Pietro Secchi con i suoi versi ha toccato sensibilità estreme, vibrano i sensi e gli umori oltre ad un vagar sentire che comporta una necessaria attenzione ed una contemplazione sulle parole, come se si stesse guardando l’infinito. È un bel vedere, è un’artista della parola che destreggia il pennello con spiccata disinvoltura.
Germogliano i semi, mentre suona il “cuore nella sera dell’oboe” alla vista di una bellezza mai vista che come una ninfa non si può che inneggiare con armonie penetranti e acute come i versi di “Le navi blu”. Leggerli conducono ad una passione intensa che dona la poesia come una calamita attrae a sé i lettori che non possono cedere al fascino del genio artistico, all’eleganza utilizzata nel verso e al valore intrinseco che conferisce alla stessa vita. Un’esistenza che sembra tormentata e tormentare lo stesso Secchi, sembra non darsi pace, riflette, si pone domande come fossero petali di un fiore li strappa uno ad uno sperando di ricevere risposte; mentre, intanto, proclama: «Musica. / La dolcezza dei morti / quando ci prende / la stanchezza di vivere». (p. 22).
 
(di Alessandra Peluso in www.lietcolle.com)

giovedì 17 aprile 2014

Uscirne vivi, di Alice Munro

La copertina del libro edito da Einaudi





A maggio per noi un'altra splendida storia di Alice Munro:
 
Dear Life era il titolo originale in inglese di Uscirne vivi, raccolta di storie scritte dal Premio Nobel per la letteratura Alice Munro che racconta come sia possibile uscire, per l’appunto, dal dolore, perché la vita deve esserci cara. Con tre storie di morte e una di vita la scrittrice canadese sottolinea come la sofferenza diventi nella vita uno stato, una necessità per non sentirsi in colpa, per non dover soccombere all’esistenza e a quel che di bello può donarci, malgrado tutto. Essere tristi ci aiuta a conoscerci, a creare uno scarto tra noi e gli altri e questo traspare nelle tre bellissime storie di morte. Doree è distrutta per la morte dei figli, uccisi dal marito, Sally si sente in colpa per la perdita di suo figlio Alex e abbandona la vita borghese per diventare una mendicante e Nita, dopo la morte del compagno, sfugge a un criminale che per strada tenta di farle del male. La Munro si sofferma su queste istantanee di dolore e le fotografa con realismo e lucidità. Sally ad un certo punto sembra ritrovare la sua strada e la sua quotidianità e il piacere di guardare il mondo, come un tratto di campagna in un certo periodo dell’anno o il tramonto nei primi giorni di autunno. E allora ecco a chiedersi se può ancora sentire quella piccola felicità dopo la morte del figlio o se l’unica e assoluta necessità è quella del dolore. Perché anche se ci siamo promessi di non perdonarci certe cose poi ci si perdona tutto, si cede perché spesso fortunatamente la felicità è una necessità ancora più grande. Alice Munro con Uscirne vivi racconta così ancora una volta il cuore degli uomini, in un modo talmente delicato e talmente inconsueto da lasciare il lettore abbagliato da tanta bellezza e da tanta verità. La storia di vita è infatti quella della Munro stessa che in uno slancio autobiografico si racconta con un io malinconico che si rivede giovane in una strada lunga metafora della vita stessa. Uscirne vivi ci dice che la felicità costa, ma è possibile più del dolore.



Seduzione ed estasi, di Sylvain Reynard

La copertina del libro edito da Editrice NORD
 
 
 
 
 
Novità:
 
Gabriel e Julia sono spiriti affini. Per lui, niente è più importante di quella giovane così timida e dolce, che già al primo sguardo ha rimarginato le ferite della sua anima, insegnandogli ad amare. Per Julia, il professor Emerson è il sole attorno al quale orbita la sua intera esistenza, la luce che ha dissipato le ombre del passato e che le ha mostrato la strada per iniziare una brillante carriera accademica ad Harvard. È stato quindi naturale unire i loro cuori nel sacro vincolo del matrimonio. E adesso è forte il desiderio di creare una famiglia, mettendo al mondo un bambino.
Quell'idea dovrebbe aprirgli le porte del paradiso, invece Gabriel si sente sprofondare negli abissi dell’inferno: come potrà essere un buon padre, lui che da piccolo ha conosciuto soltanto dolore e abbandono? Per non condannare il figlio a un’esistenza priva di affetto, Gabriel deve superare il trauma della propria infanzia. E ha un unico modo per riuscirci: trovare i suoi veri genitori. Tuttavia incamminarsi in quella selva oscura di ricordi sarà molto più pericoloso di quanto lui non avesse immaginato, e Gabriel non rischierà solo di smarrire la «diritta via», ma anche di perdere per sempre la sua adorata Beatrice…

Romantico e provocante, Gabriel's Redemption ci conduce lungo un sentiero costellato di promesse e tradimenti, speranze e rimpianti, raccontando l'ultimo atto della storia d’amore che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.
 
 

La sophia eterna, di Henry Corbin

La copertina del libro edito da Mimesis, 2014
 
 
 
 
 
 
“Il mondo, il nostro cosmo, è a immagine di questa Sofia divina eterna. Con la sua sofianicità il mondo è divenuto lo specchio del mondo divino.”

Per Henry Corbin, Risposta a Giobbe di Jung lancia una sfida. Il metafisico rilegge le analisi di uno psicologo non soltanto psicologo e che conosce e difende la realtà dell’anima. Le domande radicali su Dio e il male – a partire dallo scandalo di Giobbe abbandonato a Satana – aprono alla necessità di Sophia, presenza archetipica e simbolo di un’alleanza diversa tra l’umano e il divino. La ricerca dell’“eretico” Jung si dimostra allora affine all’ispirazione sofianica di quei grandi filosofi cristiani ortodossi, come Florenskij e Bulgakov, presentando la possibilità di una teologia e di una spiritualità all’altezza di pensare la controparte femminile, quella di Dio e quella delle sue creature.

Henry Corbin (1903-1978) è stato il più importante studioso dell’Islam nel Novecento. La sua ricerca, dedicata in particolare al sufismo e allo sh ’ismo, rifiuta ogni netta separazione tra filosofia e spiritualità e si contraddistingue per l’articolata capacità di comparare le tradizioni orientali con quelle occidentali. Di Corbin Mimesis ha pubblicato: Il paradosso del monoteismo (2011), Nell’Islam iranico 1. Lo sh ’ismo duodecimano (2012) e Tempo ciclico e gnosi ismailita (2013).

 
 

mercoledì 16 aprile 2014

evidenzia LIBRI: IL MARCHIO, di Aurora D'Evals, Runa Editrice 2014. Intervento di Alessandra Peluso

evidenzia LIBRI: IL MARCHIO, di Aurora D'Evals, Runa Editrice 2014. Intervento di Alessandra Peluso

Meditazioni sulla passione, di Susanna Tamaro

La copertina del libro edito da Bompiani, 2014 




 
Susanna Tamaro raccoglie la sfida di quel Gesù che è stato “re senza eserciti e senza esecuzioni”. Ripercorrendo le quattordici stazioni della Via Crucis, dalla condanna del Cristo sino alla deposizione nel sepolcro, l’autrice affianca a ogni passo, a ogni singola tappa, una meditazione e una preghiera. Ci parla di fede, ma calandola nel vivo del nostro tempo, che pare aver perso la rotta indicata dagli insegnamenti evangelici e sacrifica tutto ad altri dèi: massa, denaro, potere, forse anche la globalizzazione…
Leggere queste pagine, sia per chi crede sia per chi non crede, significa riconsiderare che “la via del potere è un’autostrada illuminata dal neon, mentre la via dell’amore è un viottolo nascosto tra la boscaglia”. Lungo questo viottolo Susanna Tamaro conduce il lettore per mano, facendogli rivivere un dramma umano che ha cambiato la Storia di tutti, e la vita singola di molti.
 
 

Rivoluzioni violate, di Giuliana Sgrena

La copertina del libro edito da Il Saggiatore





Le donne sono state le protagoniste indiscusse della Primavera araba. Con il loro attivismo e le loro rivendicazioni di diritti, dignità e parità di genere hanno segnato la modernità di quelle rivoluzioni. Ora, però, rischiano di diventare le prime vittime della controffensiva islamista. Dopo la caduta delle dittature – laiche – e con l’avvio del processo democratico in Medio Oriente, i partiti di stampo religioso sono stati «legalizzati». Questa apertura ha permesso loro di fare proseliti, di instaurare un clima oscurantista e misogino, e infi ne di vincere le elezioni, anche grazie ai petrodollari del Golfo, all’appoggio di Al Jazeera, allo spazio nelle moschee, al richiamo all’identità collettiva, fatta coincidere con l’appartenenza all’islam. Tuttavia, i Fratelli musulmani e gli altri gruppi religiosi non hanno retto alla prova del potere: sull’onda della protesta popolare sono stati estromessi con un golpe in Egitto e costretti a dimettersi in Tunisia. Mentre in Siria e in Iraq si consuma uno scontro epocale tra sciiti e sunniti, con conseguenze potenzialmente disastrose. Rivoluzioni violate è un’analisi accurata e un racconto appassionato della complessa fase di controrivoluzione nei paesi arabi. Giuliana Sgrena indaga le ragioni alla base dell’ascesa islamista e raccoglie le voci delle donne che intendono opporsi a una deriva teocratica che limiterebbe drasticamente le loro libertà. Perché la rivoluzione necessita di tempi lunghi, e in Medio Oriente è ancora presto per dichiarare estinta la speranza nel cambiamento.
 
 

martedì 15 aprile 2014

Avrà l'odore delle cose nuove, di Francesco Vecchi


La copertina del libro edito da Leone Editore, 2014



 


Prossima uscita in libreria:
 
In una Londra famelica, Giovanni Carrera è in procinto di diventare partner di una grande società di consulenza quando viene raggiunto dalla notizia della morte di Roberto Kovac, suo migliore amico.
Ritorna a Milano per il funerale e qui, nella cassetta della posta del suo vecchio appartamento, trova una lettera dai toni ambigui che l'amico gli ha spedito qualche giorno prima di morire. In
È una traccia incompiuta, resa ancora più misteriosa dalle pagine del diario di appunti lasciato dallo scrittore. Che cosa stava cercando l'amico, prima di morire? Quale verità stava inseguendo? E perché ha deciso di coinvolgerlo con una lettera?
Tra le piogge immobili e le nebbie sottili della sua città d'origine, Giovanni è costretto a riaprire un passato archiviato troppo in fretta e accettare il ritorno di un amore che pensava esaurito e senza conseguenze.
Anche la carriera londinese di Giovanni ne uscirà irrimediabilmente compromessa, ma a ripagarlo del sacrificio, sarà, forse, il senso di compiutezza e una ritrovata linearità col passato che gli assegnerà un nuovo ruolo, ancora più importante


(www.leoneeditore.it)

ASSEGNAZIONE “PREMIO LETTERARIO PER LA CRITICA MILITANTE GIUSEPPE BONURA” A JEAN CLAIR | alessandrapeluso







ASSEGNAZIONE “PREMIO LETTERARIO PER LA CRITICA MILITANTE GIUSEPPE BONURA” A JEAN CLAIR | alessandrapeluso

lunedì 14 aprile 2014

Ballata di un amore incompiuto, di Louis-Philippe Dalembert


La copertina del libro edito da Frassinelli, 2014





Aprile 2009: in Italia la terra trema. In un paese dell'Abruzzo, una coppia mista, Azaka e Mariangela, aspetta con gioia l'arrivo del primo figlio. Sotto lo sguardo di rimprovero degli uni, contrari alla presenza di stranieri nella regione, e la curiosità benevola degli altri. Se le scosse tendono a inasprire le tensioni, rammentano anche ad Azaka un episodio traumatico della sua infanzia: un altro sisma, all'altro capo del mondo, durante il quale lui rimase sepolto sotto le macerie. È la storia che si ripete? Ovunque si trovi, deve temere l'ira della Terra? Domande che per il momento rifiuta di porsi: prestò sarà padre, la gioia non gli sfuggirà di mano… Tra cronaca quotidiana e commedia dell'arte, Ballata di un amore incompiuto ci fa rivivere i terremoti dell'Aquila e di Haiti, dove l'autore si è trovato coinvolto. Come spesso accade in Louis-Philippe Dalembert, umorismo e forza vitale dominano in tutto il corso del racconto.
 
 
Louis-Philippe Dalembert è nato a Port-au-Prince, Haiti. Da oltre venticinque anni vive tra il suo Paese natale, l'Italia e la Francia. Romanziere, autore di racconti, poeta e saggista, ha pubblicato in particolare L'autre face de la mer (premio del Libro RFO 1999) e Noires blessures.