"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

martedì 31 dicembre 2013

La ragazza che leggeva nei cuori, di Teri Brown


La copertina del libro edito da Corbaccio, 2014 
 
 
 
Novità 2014:
 
New York, anni Venti, i famosi Roaring Twenties: Anna ha sedici anni e fin da bambina aiuta la madre, una famosa medium, negli spettacoli. Ma, contrariamente a sua madre che è un’abile attrice, Anna ha veramente il dono di «sentire» le emozioni altrui e di predire il futuro. E in questo futuro vede sua madre in pericolo: le sue visioni si fanno sempre più intense e spaventose, al punto che Anna decide esplorare fino in fondo questa parte di sé che aveva sempre negato. Così, quando Cole, un ragazzo misterioso, si trasferisce in un appartamento vicino e introduce Anna a una società segreta che studia proprio persone come lei, Anna si trova costretta a confrontarsi con il suo passato e con le certezze della sua vita. Ma Anna è anche una sedicenne come tante altre, con i suoi istinti ribelli, i suoi capricci e la sua rabbia esplosiva. E, come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alla ricerca dell’amore e dell’affermazione di se stessa. Riusciranno le sue abilità a districare la rete di intrighi in cui, suo malgrado, è caduta? E, soprattutto, la sua sensibilità sarà in grado di farle individuare qual è il suo vero destino? Riuscirà Anna l’illusionista, brava a liberarsi da quasi tutto, a liberarsi dei condizionamenti e a seguire il suo cuore?
 
            
          Non volevi essere speciale.
Ma lui ti ha fatto capire che questa è la tua forza.
E ti aiuterà a prendere il destino nelle tue mani.

«Teri Brown tuffa il lettore in un mondo incantato, romantico e avventuroso».  KIRKUS REVIEWS 
 
 
 
 
                            


lunedì 30 dicembre 2013

Puglia Style. Private Spaces, di AA.VV.

La copertina dellibro edito da Congedo Editore, 2013.


I classici dell’architettura pugliese come il palazzetto, la casa di paese, la casa con ortale, la casa con agrumeto, il trullo, la masseria, il lamione. Ed alcuni posti speciali, un po’ più difficili da “addomesticare” e da reinventare, come le torrette, il frantoio, l’ovile, il mulino, la posta dei cavalli.
“Giardini interiori”, luoghi di catarsi e di rinascita. Dove trovare riposo ed energia. Per poi riaccendere quel corto circuito di contatti, di relazioni e di scambi che appena oltre la porta di casa la Puglia fa esplodere. Dove recuperare la Grecia d’Occidente.


(www.congedoeditore.it)

Il mio disastro sei tu, di Jamie McGuire


La copertina del libro edito da Garzanti, 2013
 
 
 

«Un giorno ti innamorerai, Travis. E quando succederà, combatti per il tuo amore. Non smettere di lottare. Mai.» Travis Maddox è solo un bambino quando sua madre, ormai con un filo di voce, gli lascia queste ultime parole. Parole che Travis conserva come un tesoro prezioso. Adesso Travis ha vent'anni e non conosce l'amore. Conosce le donne e sa che in molte sarebbero disposte a tutto per un suo bacio. Eppure nessuna di loro ha mai conquistato il suo cuore. Provare dei sentimenti significa diventare vulnerabili. E Travis ha scelto di essere un guerriero. Finché un giorno i suoi occhi scuri non incontrano quelli grigi di Abby Abernathy. E l'armatura di ghiaccio che si è scolpito intorno al cuore si scioglie come neve al sole. Abby è diversa da tutte le ragazze con cui è sempre uscito. Cardigan abbottonato, occhi bassi, taciturna. E soprattutto apparentemente per niente interessata a lui. Ma Travis riesce a vedere dietro il suo sorriso e la sua aria innocente quello che nessuno sembra notare. Un'ombra, un segreto che Abby non riesce a rivelare a nessuno, ma che pesa come un macigno. Solo lui può aiutarla a liberarsene, solo lui possiede le armi per proteggerla. L'ultima battaglia di Travis Maddox sta per cominciare e la posta in palio è troppo importante per potervi rinunciare. Solo combattendo insieme Abby e Travis potranno dare una casa al loro cuore sempre in fuga…
 
 
 



Tempo di imparare, di Valeria Parrella




La copertina del libro edito da Einaudi, 2013 





Fare il nodo ai lacci delle scarpe, colorare dentro i contorni, lavare bene i denti (anche quelli in fondo), salire scale sempre nuove senza stringere per forza il corrimano. E poi: avere lo sguardo lungo, separare l'ansia dal pericolo vero, vincere, perdere, aspettare, agire, confidarsi, farsi valere, rassegnarsi. A dover imparare tutto ciò, in questo romanzo colmo d'energia e dal potere medicamentoso, sono una donna e il suo bambino. Lei ha l'esperienza, mentre lui per capire mira all'essenziale; lei ha occhi pronti a cogliere ogni spigolo, mentre lui da dietro gli occhiali le insegna a leggere il mondo a due dimensioni.
Davanti a loro si stagliano tutti gli ostacoli possibili, e per fronteggiarli hanno a disposizione molta paura e altrettante armi. La paura è quella di non farcela, e le armi a ben guardare sono le stesse della letteratura: nominare le cose, percorrerle, trasfigurarle, lasciarle andare. Tenendosi per mano - ma chi reggendo chi è difficile dirlo - si muovono tra fisioterapisti e burocrati, insegnanti e compagni di classe, barcollando o danzando, ma sempre stringendo nel pugno una parola difficile che comincia per «H», e che sembra impossibile far germogliare.
Perché se hai tatuato addosso il numero 104 - quello della legge sulla disabilità - e vivi in un mondo «che non ha proprio la forma della promessa», mettere un passo dopo l'altro diventa ogni giorno piú difficile. Ma c'è chi prima di loro e insieme a loro ha solcato lo stesso mare impetuoso, facendosi le stesse domande: «Stiamo tornando indietro o andando avanti? Quando si è in navigazione da tanti anni si perde la rotta».
Tempo di imparare è un libro scritto in prima persona, in cui «io» e «tu» diventano un'unica cosa: «irriducibili l'uno all'altro, eppure intercambiabili». La voce di Valeria Parrella - intima, abissale - dice il momento in cui la relazione tra ogni genitore e ogni figlio si strappa, il binomio si scompone, e ci si guarda da lontano: per intero.
   
 
 
(www.einaudi.it)   

domenica 29 dicembre 2013

Le donne del signor Nakano, di Kawakami Hiromi

 
La copertina del libro edito da Einaudi
 
 
Dal Libro:

La bottega del signor Nakano è un po' speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, «non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia»: soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s'innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all'intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: «Che cosa complicata è l'amore!»
 

Prada Journal. Sguardi sul mondo 2013.

 
La copertina del libro edito da Feltrinelli 
 
 
Roma:

Arriva in libreria «Prada Journal - Sguardi sul mondo», frutto di un viaggio iniziato nell'aprile 2013, quando Prada e Feltrinelli Editore, fedeli al loro spirito di innovazione e di ricerca di nuovi linguaggi creativi, hanno lanciato su scala mondiale un concorso letterario capace di unire trasversalmente l'universo della moda e la letteratura.

Obiettivo del concorso: trovare e promuovere nuovi scrittori di talento che fossero in grado di raccontare il mondo con un punto di vista nuovo e originale, partendo dall'interrogativo lanciato sul sito della maison: «Quali realtà ci restituiscono i nostri occhi? E come vengono filtrate queste realtà attraverso le lenti?».

Più di 1.300 partecipanti da tutto il mondo hanno raccolto la sfida creativa e hanno inviato i loro manoscritti, in oltre 30 lingue. Ognuno ha utilizzato la metafora degli occhiali da vista, come punto di partenza per guardare il mondo attraverso lenti diverse, per esplorare la realtà circostante e rielaborarla tramite la parola scritta.

La serata di premiazione si è tenuta lo scorso ottobre presso l'Epicentro Prada di Broadway a New York, trasformato per l'occasione in un moderno salotto letterario. Il concorso è giunto al suo apice con la proclamazione dei cinque vincitori: Mattia Conti, Leisl Egan, Angel Mario Fernández, Sarah Harris Wallman e Peng Yang.

I loro racconti, in versione originale e tradotti in italiano, compongono questa antologia, la prima edizione del «Prada Journal». Un contenitore che raccoglie talento, creatività, inventiva e qualità. Un luogo dove nascono e fioriscono nuove storie, frutto di questa affascinante avventura.


 

sabato 28 dicembre 2013

ITALIA SORVEGLIATA SPECIALE, di Eric Frattini

 
La copertina del libro edito da Ponte alle Grazie, 2013
 
 
 
Il libro:
 

Lo scandalo Datagate, che ha fatto luce sui complessi e insidiosi sistemi di spionaggio della National Security Agency statunitense, mostra fino a che punto il Grande Fratello sia ormai diventato realtà e come l’Italia, al pari di altre potenze, non sia stata in grado di sottrarsi al «grande orecchio» predisposto dall’altro lato dell’Atlantico. Eppure, per il suo ruolo strategico nel Mediterraneo, per la presenza del più grande partito comunista d’Occidente e per mille altre ragioni l’Italia è sempre stata una «sorvegliata speciale» dei servizi americani, probabilmente più di ogni altro paese alleato. Lo dimostra, in maniera più approfondita ed estesa di quanto sia mai stato fatto in passato, questa appassionante inchiesta di Eric Frattini.
Da profondo conoscitore della CIA, l’autore ha rintracciato e studiato centinaia di rapporti segreti, la maggior parte dei quali inediti, dai vecchi e mal ridotti dattiloscritti ai più recenti report e cablogrammi, che già dal primo dopoguerra descrivevano, commentavano e analizzavano minuziosamente tutti gli aspetti della vita politica, economica e sociale del nostro Paese. E gli agenti segreti statunitensi non hanno peli sulla lingua, quando si tratta di riferire dei misteri che circondano il rapimento e la morte di Moro, delle lotte intestine all’interno della DC, della condiscendenza di Berlusconi alla volontà degli americani o del leader libico Gheddafi, dei militanti «di buona famiglia» delle Brigate Rosse, dell’ascesa e della caduta di Bettino Craxi. Un avvincente viaggio a ritroso, dalle rivelazioni più recenti all’«Italia stanca di guerra» del 1945, ricco di inaspettate e sconcertanti rivelazioni.
 
 

Il Sigillo del marchese, di Giuseppe Pascali

 
La copertina del libro edito da Lupo Editore, 2013
 
 

 
 "Il sigillo del marchese" di Giuseppe Pascali Eventi a Lecce
Scrive Paola Bisconti: 
 
"Nell'era degli Instant-book riscoprire un magnifico romanzo storico come "Il sigillo del marchese" di Giuseppe Pascali edito da Lupo Editore, è un modo per tornare ad apprezzare non solo l'insostituibile bellezza della tradizione letteraria, ma anche la capacità di un autore che ha curato in modo laborioso la propria creatura. I (…) L'intellettuale cavallinese ha ricostruito nelle 250 pagine del volume, impreziosito da un elegante copertina rossa con al centro un cuore, simbolo della trama del romanzo, il contesto storico e geografico attraverso dialoghi eccellenti caratterizzati da un lessico variegato e aulico, mediante descrizioni brillanti ricche di metafore, tramite frequenti latinismi e inevitabili seppur rare espressioni dialettali. Nel riportare i minuziosi dettagli della romantica storia d'amore tra don Francesco Castromediano Sanseverino e Beatrice Acquaviva d'Aragona (...) La lettura de "Il sigillo del marchese" è un susseguirsi di emozioni suscitate dalle vicende narrate egregiamente: è il 31 luglio del 1637 quando nel castello dei Castromediano di Caballino, Beatrice Acquaviva d'Aragona, chiamata donna Bice dai popolani in segno d'affetto, gemeva morente nel suo letto. Prima di andare in sposa a don Francesco Castromediano, Beatrice fu educanda nel monastero di San Marcellino a Napoli, in seguito da sposa di Dio divenne moglie di uomo aitante come il marchese che fu capitano nell'esercito del re Filippo IV di Spagna. Il loro fu un amore profondo suggellato il 25 luglio del 1627 in un matrimonio celebrato da monsignor Francesco Vincenzo Martinelli, vescovo di Conversano. (...) La gioia delle molteplici gravidanze nell'arco di dieci anni di vita coniugale indebolirono però la salute della giovane e bella Beatrice che lasciava i suoi amati figli e i devoti sudditi alla sola età di 28 anni.
Potrebbe interessarti: http://www.lecceprima.it/eventi/il-sigillo-del-marchese-giuseppe-pascali.html
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venerdì 27 dicembre 2013

Ce l'hanno tutti con me, di Charles Bukowsky

La copertina del libro edito da Guanda, 2013


Una raccolta inedita dell’indimenticabile cantore dell’altra America, quella dei disperati e degli emarginati, degli «ultimi», operai senza volto distrutti dalla fatica, artisti falliti che non hanno mai conosciuto gloria, prostituite e alcolizzati. E vecchi, abbandonati sulle panchine dei parchi, storia ormai passata mentre i giovani si affacciano alla vita, pieni di energia e speranze. Proprio le cose che il vecchio e stanco poeta sente scivolare tra le dita: le ragazze, le feste, le macchine, le scommesse incominciano a diventare ricordi da affogare in una bella sbronza. Tra la schiuma dell’idromassaggio Bukowski si chiede se è ora di scegliere la lapide o se fare a tutti un bello scherzetto e rimanere in gioco per un’altra ventina d’anni, affilando ancora una volta la lama delle sue poesie, come «lampi di magia strappati dall’artiglio della morte». 


(www.illibraio.it)

giovedì 26 dicembre 2013

Immaginare altre vite, di Remo Bodei


 
La copertina del libro edito da Feltrinelli


Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo dell'immaginazione, alimentata dal confronto non solo con le persone reali, ma anche con figure tratte dai testi letterari e dai media.
Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione, ciascuno dispone oggi, fin dall'infanzia, di un enorme repertorio di modelli di vita e di esperienza, tratti da differenti culture, che ne modificano le maniere di fantasticare, pensare e agire (...).
 
Come smorzare allora l'oscillazione tra il rispetto dei vincoli imposti dalla realtà e la logica dei desideri tesi a sovvertirla?
 
(Remo Bodei, in "Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri", Feltrinelli 2013)




Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo dell'immaginazione.
Il Sole 24 Ore

Vivere o ricominciare una nuova vita è una delle aspirazioni più tenaci e diffuse degli esseri umani.
Maurizio Viroli, Il fatto quotidiano

Nel suo ultimo bellissimo libro, Bodei va dalla filosofia, all'arte, alle scienze sociali e religiose in un panorama straordinario per ricchezza, profondità e compiutezza di riferimenti. Federico Vercellone, ttL - La Stampa

Un lieve profumo di limone, di Rachel Joyce

 
La copertina del libro edito da Sperling & Kupfer 
 
 
 
È la vigilia di Natale e Binny è del tutto impreparata: ha solo 5 ore per allestire la festa e fare i regali. Mentre cerca di destreggiarsi nel traffico convulso degli ultimi acquisti, per sfuggire a una conoscente molesta si infila in un negozio a caso. All'interno, un odore intenso di buccia di limone, diffuso dagli scaffali colmi di prodotti per la pulizia della casa e una giovane donna curatissima che le chiede di che cosa ha bisogno. Poche parole bastano alle due donne per raccontarsi ciò che
 
 


mercoledì 25 dicembre 2013

Il testamento del papa, di Giulio Leoni

La copertina del libro edito da Editrice Nord
 
 
 

Roma, 999. La fine è vicina. Impaurito e disorientato, il popolo aspetta l’alba del nuovo millennio, ammaliato dai predicatori eretici che annunciano il giudizio universale. Incoronato papa da pochi mesi, Silvestro II sa bene tutto ciò, eppure dedica gran parte del suo tempo al dono inviatogli dall’imperatore d’Oriente: una statua che emette un suono simile a un canto. Ed è a quella macchina meravigliosa che Silvestro decide di affidare la sua eredità, un’eredità destinata a segnare i secoli a venire…
Roma, 1928. La città sta cambiando volto. I faraonici progetti urbanistici voluti da Mussolini sono una grande opportunità per tutti gli architetti della capitale. Per tutti, tranne uno: fuori dal giro che conta, Cesare Marni si guadagna da vivere trafficando in oggetti d’antiquariato e, un giorno, viene avvicinato da un operaio che gli mostra la fotografia di una statua. L’uomo sostiene di averla trovata durante gli scavi nell’area dei Fori Imperiali e vuole sapere quanto vale. Incuriosito, Marni inizia le ricerche ed entra in contatto con un eccentrico professore, convinto che quella sia la leggendaria statua di Silvestro II, custode di un grande segreto. Ma, quando l’operaio viene barbaramente ucciso, Marni capisce che quella scoperta ha messo in moto una catena di eventi molto pericolosi, dietro cui si muovono personaggi oscuri e agenti dei servizi di mezza Europa.
Perché a Roma è cominciata una caccia che potrebbe segnare le sorti del prossimo, ineluttabile conflitto mondiale. Un conflitto che qualcuno sta aspettando da quasi mille anni…      
 

martedì 24 dicembre 2013

Ritorno Sorgente, di Alessandra Peluso. Intervento di Mauro Marino


copertina del libro edito da LietoColle

Il Tempo è noi! Ci "conta", ma non solo quello: è carne, è respiro, è l'inquieto della mente. Il Tempo custodisce ogni implorare, ogni vagare, ogni riuscire. È festa ed è pianto. Le stagioni dettano i giorni, il tornare dei colori, sussurrano alla pelle il verso. E quello viene, si fa canto, sottile muove alle mani, nell'eventualità di inchiostrature che, rigo dopo rigo, fanno il poeta. Il suo stare attento, il suo essere al Mondo, compagno del Tempo. Un amante sempre illuso di possederci, con i suoi calendari, sceglie nomi e mette i mattoni dell'incontro. Fa dimora e accoglie l'abitare del sentimento. Della mancanza.
La materia della poesia di Alessandra Peluso è in questo cercare di pelle, una sfida al Tempo fatta di soffi, questo sembrano i componimenti della silloge licenziata, nell'agosto 2013, dalle edizioni Lieto Colle di Michelangelo Camelliti.
Versi densi, traversati da un lieve e levitante erotismo, quello del desiderio di ognuno, lei lo "parla", dentro una frontalità mai "oscena" se mai osceno può essere il desiderio, l'attesa, la speranza dell'altro. Dell'altro in amore. Le mani le senti e senti le labbra, senti il venire del sonno e nella veglia l'incombere di Orfeo suggeritore di sfide, di abbandoni, di cadute. Senti la carezza che non viene, sperata dall'umido che invade. Senti la vita: "Vivo in un idillio/ vivo la bellezza di una forma/ desiderata da me e per me/ vivo e mi vivo in un sogno/ vivo la mia vita// i miei perchè".
Già i perchè...: "Innamorarsi è essere/ in sintonia in dissonanza/ contraddirisi/ raccontarsi bugie/ nascondersi mostrarsi/ accarezzarsi sfiorarsi/ penetrarsi in commistione/ con ogni piccola particella/ di liquido e solido/ tutt'uno/ per non essere sazi mai".
Un'avventura leggere, leggerla, la scopri pagina dopo pagina, rigo dopo rigo, è ti ubriaca, ti porta a... "Capire per scoprire ad un tratto/ di non aver capito nulla o giù di lì"... questo è il gioco di "Ritorno Sorgente" questo è il sempre sorgere di chi inquieto trova, sa trovare, l'incantamento, il suono, il dettato che fiorisce in poesia...

(https://issuu.com/mmmotus/docs/spagine_-_poesia_06-_peluso_di_maur/2?e=0)

lunedì 23 dicembre 2013

Contro l'indifferenza, di Ugo Morelli



 
La copertina del libro edito da Raffaello Cortina Editore, 2013
 
 
Possiamo pensare all’indifferenza come a uno stagno, una palude. Gli indifferenti sono figure umbratili di individui soli o di aggregati che sembrano gruppi che si aggirano negli spazi delle nostre vite. A loro fa difetto l’appartenenza, la progettualità e l’innovazione. In questo libro si propone l’ipotesi che l’indifferenza sia l’effetto di una sospensione eccessiva della risonanza consapevole con gli altri. La nostra sembra presentarsi come l’epoca dell’indifferenza, nel linguaggio della politica, nelle relazioni interpersonali, nelle esperienze di educazione e di cura, ma anche nel campo dell’arte. Tutto questo genera l’esigenza di comprendere come alimentare e sviluppare gli spazi e le possibilità generative e creative. Un esame di realtà condotto mediante gli strumenti della ricerca psicologica può aiutare chi lavora nei diversi campi di studio e intervento – nella cura, nell’educazione, ma anche nelle organizzazioni del lavoro – a comprendere le trasformazioni in corso e ad aprire le porte a inedite forme di immaginazione e progettualità sociale.


(www.raffaellocortinaeditore.it)








http://poetryinfoconnection.blogspot.it/2013/12/poema-cosmogonico-di-edoardo-boncinelli.html

Quel che resta dell'anima, di Edoardo Boncinelli


La copertina del libro edito da Rizzoli, 2013

 
 
“Quando noi diciamo che l’anima è spirito, non diciamo altro se non che ella non è materia, e pronunziamo in sostanza una negazione, non un’affermazione” scriveva Giacomo Leopardi nel 1824. Ma oggi, a distanza di quasi due secoli, ha ancora senso parlare di anima? Spirito vitale, immortale, capace di provare emozioni e di garantire autonomia e libertà di scelta, fin dall’antichità l’anima ha subìto varie trasformazioni semantiche e di contenuto. Finendo per coincidere con la mente e la coscienza, due dei nomi attribuiti a quella “natura superiore” che si ritiene operare nelle nostre decisioni. Attraverso un’indagine dei meccanismi della mente, che parte da Aristotele e Agostino, passa attraverso la filosofia cartesiana e la psicoanalisi freudiana e giunge ai preziosi contributi forniti dal neurocognitivismo, Edoardo Boncinelli pone nuovi interrogativi sull’anima e sul libero arbitrio e risponde ad alcune questioni fondamentali. In che modo conosciamo il mondo? Cosa lega la percezione all’idea di anima? Possiamo quindi definirci liberi? Il risultato è una sorta di autobiografia intellettuale, un viaggio affascinante tra i mille volti dell’anima, in cui l’autore riprende tutti i suoi possibili significati districandosi tra quel principio immateriale, che la tradizione considera come fondamento della vita organica, e le capacità percettive dell’essere umano, che interpreta il mondo attraverso i sensi.
 
 
 





Basta piangere! di Aldo Cazzullo


La copertina del libro edito da Mondadori, 2013


Dal primo capitolo

Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. non era meglio allora. E’ meglio adesso.
Un adolescente dell’italia di oggi è l’uomo più fortunato della storia. Anche se nato in una famiglia impoverita dalla crisi, ha infinitamente più cose e più opportunità di un ragazzo di qualsiasi generazione cresciuta nel novecento.
Vive in una casa riscaldata, illuminata, con il bagno e l’acqua corrente, che i miei bisnonni da giovani avrebbero osservato con la bocca spalancata dallo stupore.
Ha un motorino o una macchinina o l’abbonamento a una rete di trasporti pubblici che nelle grandi città include la metropolitana, mentre i miei nonni erano troppo poveri per avere anche solo una bicicletta e pagarsi il biglietto della corriera.
Va al mare, in campeggio, in discoteca, all’estero su voli low cost, ai fast food o nei ristoranti etnici dove mangia piatti esotici: tutte cose che i miei genitori non conoscevano o non potevano permettersi.
Ha la tv a colori con decine di programmi a qualsiasi ora del giorno e della notte, un computer connesso potenzialmente con il mondo intero, il telefonino con cui scaricare qualsiasi canzone o film immaginabile, una varietà di social network per ritrovare i vecchi amici o entrare in contatto con gli sconosciuti. noi, quando eravamo ragazzi tra gli anni Sessanta e Settanta, avevamo la tv in bianco e nero, aspettavamo con ansia (al nord) le otto di sabato sera per vedere i cartoni animati della tv svizzera, ascoltavamo per ore le prime radio libere nella speranza che trasmettessero una canzone familiare. Quando, qualche anno più tardi, qualcuno di noi ottenne di passare due settimane in una famiglia di Londra depauperata dal thatcherismo, tornò a casa con indirizzi scritti su foglietti tremolanti di carta a quadretti, che avrebbe perso o dimenticato in un cassetto. oggi i nostri figli comunicano via mail con russi e cinesi conosciuti in inghilterra. un mio amico si era costruito un trabiccolo chiamato «cicù», grazie al quale parlava uno strano gergo con camionisti e persone sole; alle pareti della cameretta che divideva con la sorella (solo i figli unici disponevano di una stanza tutta per sé) aveva appeso una mappa, dove piantava una bandierina su ogni paese in cui aveva stabilito contatti, tipo Marconi negli anni dei primi esperimenti. ora le chat, facebook, twitter consentono agli adolescenti di conoscere chiunque, e pure di illudersi di parlare con Violetta o Valentino rossi.
L’italia su cui aprivamo gli occhi, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, non era il paradiso in terra. Anzi, era senz’altro peggiore di quella di oggi. Era un paese scosso da tensioni, talora da tragedie. Era un paese più inquinato: fabbriche in città, acciaierie in riva al mare, nubi tossiche, ciminiere, smog. Era un paese più violento: scoppiavano bombe fasciste nelle banche e sui treni; brigate comuniste sparavano a politici, magistrati, poliziotti, giornalisti, operai; la borghesia era terrorizzata dai sequestri di persona.