"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente,
senza fine"

Virginia Woolf

domenica 19 novembre 2017

Il Manifesto della Poesia Olistica, di Alessandro S. Dall'Oglio






 La copertina del libro



PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI, ALESSANDRO S. DALL’OGLIO E IL SUO ”MANIFESTO PER LA POESIA OLISTICA" ALLA NUVOLA DI FUKSAS.

Parole leggere come fili. Per tesserne solo una: armonia. Su di un telaio retto dalla solida geometria di una poetica trascendente e sensuale. Con la sapienza del sottile artigiano del verso, Alessandro S. Dall’Oglio, con le sue “Poesie olistiche” - presentate il 7 dicembre alle ore 18,30 alla fiera “Più libri più liberi” del libro di Roma, con la postfazione e presenza di Corrado Veneziano e le letture dell'attore Maurizio Canforini -, cesella un lungo percorso esperienziale nel campo delle discipline orientali, “preso e lavorato di fino”. E, forte di una “spiritualità laica, libera e consapevole”, fa immergere il lettore nella viva carne lessicale del suo “Manifesto filosofico e letterario per la Poesia olistica”. E da questo “spazio rituale” di contrasti e di rimandi semantici, “concavi e convessi”, allofonie, ossimori, nel “cercare il disordine nell’ordine”, “vuoti grevi come silenzi”, si giunge all’estremo punto, che porta a compimento il percorso di ricerca interiore della Poesia olistica: il gettarsi nell’origine archetipica del simbolo e del mito (“Prendi tutte le forme in cui mutabile ti trasformi, e fluidamente virtuale ti diffondi”). Una poesia “dorata come la croce di Ankh, contro lieve piuma di Maat”, scolpita nel “bronzo dei nostri sensi”, attraversata da schegge di “pietra o cristallo” e solidamente posta sulla radice taoista di Yin e Yang e sulla tantrica fusione dello shivaismo (“verso i fianchi dove fondono l’oro”), in un fascinoso “oso e non oso”, un “sentire radice di mare”, un “risuonare sommerso dall’acqua” finché, con purezza vitale, il tocco di una “calda rugiada”, conduce fino al “contatto monolitico dell’Oltre”. Alessandro S. Dall’Oglio, con levità e precisione, ripensamenti e scuotimenti, cedimenti (“voglio torpore) e vitali pulsioni (“rendimi affamato delle tue stesse voglie”), ma anche inviti sferzanti (“sol pochi accettano illuminazione, preferendo sminuir ogni illusione, bollando affrettati, bocciando rapidi”, “odio e disprezzo chi non ti intravede”) conduce il lettore in un percorso vertiginoso e caleidoscopico nei sentieri dell’anima. Un “dolce morire” che supera i limiti di una vita “intarsiata dal cemento”, coperta di “ruggine infinita” e da “pietra scalfita dal tempo”, per ritrovarsi, con gioia di “campane a vento”, ad abbandonarsi allo “splendore di nuovi sgomenti”, “vettori dell’energia universale, come tempesta di Terra e Fuoco”.  Un libro che non tralascia l'immanente, ma che si rivela pian piano trascendente e metafisico come "un cielo che apre tutte le sue nuvole, di quaderno eterno”.


(Poesie olistiche - Alessandro S. Dall’Oglio - Edizioni Ensemble, postfazione di Corrado Veneziano, pagg. 88, euro 12


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